Opzione donna: in sintesi

Cos’è. È la possibilità, prevista da quest’anno per le donne, di accedere alla pensione con almeno 35 anni di contributi e almeno 58 anni di età se dipendenti o 59 se autonome, come alternativa alle altre forme di pensionamento. I requisiti devono essere stati raggiunti entro il 2018

Importo. Se si sceglie questa soluzione, la pensione viene calcolata con il metodo contributivo a prescindere da quello a cui ha diritto la lavoratrice sulla base dei contributi accumulati nel tempo (in genere il sistema misto o quello ex retributivo).

Ciò comporta nella maggior parte dei casi una riduzione dell’importo dell’assegno determinato utilizzando gli altri sistemi di calcolo, riduzione che può arrivare al 40 per cento.

Decorrenza. Tra la maturazione del diritto e la corresponsione del primo assegno è prevista una finestra, cioè un periodo in cui o si continua a lavorare oppure si resta senza retribuzione e senza pensione.

La finestra è di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome, oltre alle decorrenze specifiche per il comparto scuola.

Contributi. Per il raggiungimento del minimo di 35 anni non sono utili i periodi di contribuzione figurativa a fronte di malattia o disoccupazione se previsto dalla gestione previdenziale interessata.

Domanda. È già possibile presentare la domanda di pensione all’Inps per gli iscritti alle gestioni private, pubblica e dello sport e spettacolo che hanno maturato i requisiti.

Occupazione giovani eccellenze

La legge di bilancio del 2019, nei commi da 706 a 717 introducono un incentivo, in favore dei datori di lavoro privati, per l’assunzione a tempo indeterminato, nel corso del 2019, di soggetti titolari di laurea magistrale o di dottorato di ricerca ed aventi determinati requisiti.

Beneficiari – Datori di lavoro privati (esclusi i datori di lavoro domestico), che assumono nel 2019, con contratto a tempo indeterminato (anche part time), giovani con i requisiti di cui al punto successivo, ovvero trasformano, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2019, contratti a tempo determinato, in corso con giovani aventi alla data di trasformazione i medesimi requisiti, in contratti a tempo indeterminato.

Requisiti  I giovani da assumere devono possedere i seguenti requisiti:

a) cittadini in possesso della laurea magistrale, ottenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110, entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute;

b) cittadini in possesso di un dottorato di ricerca, ottenuto nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e prima del compimento del trentaquattresimo anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute.

 NOTA BENE: Da chiarire la portata del termine “cittadini”

Ammontare del beneficio – Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo massimo di dodici mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata (riproporzionabile per i contratti part time) ed è cumulabile con altri incentivi all’assunzione (o alla trasformazione) di natura economica o contributiva (per esempio il bonus giovani) definiti su base nazionale e regionale.

Si ritiene, come già precisato per i precedenti esoneri contributivi, che il beneficio non sia applicabile ai seguenti contributi: Il contributo al fondo garanzia TFR; il contributo, ove dovuto, ai fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del d.lgs. n. 148/2015, nonché al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano di cui all’articolo 40 del d.lgs. n. 148/2015; il contributo dello 0,30% per il finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua; il contributo di solidarietà del 10%; il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e quello per gli sportivi professionisti.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato è stato parzialmente fruito l’esonero in commento, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, nel 2019, l’esonero è riconosciuto agli stessi datori di lavoro per il periodo residuo utile alla sua piena fruizione (in pratica l’esonero complessivo va riferito in capo a lavoratore).

Esclusione dal beneficio – L’esonero non è riconosciuto ai datori di lavoro privati che, nei dodici mesi precedenti all’assunzione, abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nell’unità produttiva per la quale intendono procedere all’assunzione di personale con le caratteristiche di cui al punto precedente.

Restituzione del beneficio – L’esonero viene revocato, con recupero di quanto già fruito nel caso in cui, nei 24 mesi successivi l’assunzione, il datore di lavoro proceda al licenziamento del giovane assunto per giustificato motivo oggettivo;

Modalità di fruizione del beneficio – Le modalità di fruizione verranno definite dall’INPS.

Per ottenere l’esonero si applicano:

  • le procedure, modalità e controlli previsti dal D.M. 23.10.2013 inerenti il credito d’imposta per l’assunzione a tempo indeterminato di personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo (che contrastano con quanto indicato al comma 714 che per le modalità di fruizione prevede l’emanazione di apposita circolare INPS);
  • le disposizioni previste dall’art. 24, commi 2, 4, 5, 7, 8, 9 e 10, del D.L. 83/2012 (L. 134/2012) inerenti il “contributo tramite credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati” (credito da indicare nella dichiarazione dei redditi; mantenimento dell’incremento occupazionale con decadenza del beneficio se il numero complessivo dei dipendenti è inferiore o pari a quello indicato nel bilancio presentato nel periodo di imposta precedente l’applicazione dell’incentivo se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese; decadenza del beneficio in caso di delocalizzazione dell’attività in paese extra U.E.; recupero del beneficio in caso di indebita fruizione; certificazione di un revisore contabile);

Orario di lavoro del personale con profilo di “ricercatore sanitario”

  1. L’orario di lavoro del personale di cui al presente articolo è di 36 ore settimanali ed è articolato, ai sensi di quanto disposto dalle disposizioni legislative vigenti, su cinque o sei giorni, con orario convenzionale rispettivamente di 7 ore e 12 minuti, e di 6 ore.
  2. L’articolazione e la distribuzione dell’orario di lavoro del personale di cui al presente articolo è improntata ai seguenti criteri di flessibilità, in coerenza con le esigenze specifiche proprie delle attività di ricerca:
  3. a) autonoma determinazione del proprio tempo di lavoro nell’ambito dell’orario di servizio della struttura di assegnazione, correlando la presenza in servizio in modo flessibile alle esigenze dell’attività di ricercaanche clinica, ai progetti affidati, alle eventuali esigenze della struttura in cui opera, tenendo conto dei criteri organizzativi dell’Istituto;
  4. b) l’orario di lavoro di cui al comma 1 è rilevato come media del trimestre;al termine di tale periodo le ore di presenza in servizio in eccesso o in difetto rispetto all’orario di lavoro di cui al comma 1 sono cumulate con quelle risultanti dai periodi precedenti; il numero di ore in difetto non può essere superiore a 20 e tali ore sono recuperate nel successivo trimestre;le eventuali ore in eccesso sonofruite nella forma di riposicompensativi, entro un limite annuale di 158 ore;i predetti riposi possono essere fruiti anche nella forma di assenze compensative giornaliere;
  5. c) il personale può impiegare fino a 160 ore annue al di fuori dell’orario di lavoro di cui al comma 1 in attività destinate ad arricchimento professionale quali attività di docenza, organizzazione di seminari e convegni, collaborazioni professionali, perizie giudiziarie, nel rispetto della normativa in materia di incompatibilità di cui all’art. 53 D.Lgs. n. 165/2001;
  6. d) è ammessa la presenza in servizio oltre l’orario di lavoro di cui al comma 1, senza che ciò comporti alcun diritto a recuperi o compensi, salvo quanto previsto alla precedente lettera b).

3.L’articolazione dell’orario di lavoro è definita in coerenza con i vincoli e le forme di tutela disciplinate dal D.Lgs. n. 66/2003, con particolare riferimento a quanto previsto dall’art. 7 in materia di riposo giornaliero;con riguardo all’art. 4 del D.Lgs. n. 66/2003, il limite di quattro mesi, ivi previsto come periodo di riferimento per il calcolo della durata media di quarantotto ore settimanali, è elevato a 6 mesi.

  1. L’osservanza dell’orario di lavoro da parte del dipendente è accertata con efficaci controlli di tipo automatico. In casi particolari, modalità sostitutive e controlli ulteriori sono definiti dai singoli Istituti, in relazione alle oggettive esigenze di servizio delle strutture interessate.
  2. Ai fini del computo del debito orario, l’incidenza delle assenze pari all’intera giornata lavorativa si considera corrispondente all’orario convenzionale di cui al comma 1 del presente articolo.

Orario di lavoro dipendenti a Part-Time Comparto Funzioni Locali

  1. La prestazione lavorativa in tempo parziale non può essere inferiore al 30% di quella a tempo pieno.
  2. Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:
  3. a) orizzontale, con orario normale giornaliero di lavoro in misura ridotta rispetto al tempo pieno e con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (5 o 6 giorni);
  4. b) verticale, con prestazione lavorativa svolta a tempo pieno ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese, dell’anno e con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell’anno, in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell’arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno);
  5. c) misto, ossia con combinazione delle due modalità indicati nelle lettere a) e b).
  6. Il tipo di articolazione della prestazione e la sua distribuzione sono concordati con il dipendente.
  7. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale al 50% con orario su due giorni settimanali, può recuperare i ritardi ed i permessi orari con corrispondente prestazione lavorativa in una ulteriore giornata concordata preventivamente con l’ente, senza effetti di ricaduta sulla regola del proporzionamento degli istituti contrattuali applicabili.

Orario di lavoro a Part-time dipendenti del Comparto Funzioni Centrali

  1. La prestazione lavorativa in tempo parziale non può essere inferiore al 30% di quella a tempo pieno.
  2. Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:
  3. a) orizzontale, con orario normale giornaliero di lavoro in misura ridotta rispetto al tempo pieno e con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (5 o 6 giorni);
  4. b) verticale, con prestazione lavorativa svolta a tempo pieno ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese, dell’anno e con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno, in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell’arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno);
  5. c) misto ossia con combinazione delle due modalità indicate nelle lettere a) e b).
  6. Il tipo di articolazione della prestazione e la sua distribuzione sono concordati con il dipendente.
  7. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale al 50% con orario su due giorni settimanali, può recuperare i ritardi ed i permessi orari con corrispondente prestazione lavorativa in una ulteriore giornata concordata preventivamente con l’amministrazione, senza effetti di ricaduta sulla regola del riproporzionamento degli istituti contrattuali applicabili.

Orario di lavoro lavoratori a Part-Time Comparto Sanità Pubblica

  1. La prestazione lavorativa in tempo parziale non può essere inferiore al 30% di quella a tempo pieno. Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla durata della prestazione lavorativa.
  2. Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:
  3. a) orizzontale, con orario normale giornaliero di lavoro in misura ridotta rispetto al tempo pieno e con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (5 o 6 giorni);
  4. b) verticale, con prestazione lavorativa svolta a tempo pieno ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese, dell’anno e con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell’anno, in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell’arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno);
  5. c) misto ossia con combinazione delle due modalità indicate nelle lettere a) e b).
  6. Il tipo di articolazione della prestazione e la sua distribuzione sono concordati con il dipendente. In presenza di particolari e motivate esigenze, il dipendente può concordare con l’azienda o ente ulteriori modalità di articolazione della prestazione lavorativa che contemperino le reciproche esigenze nell’ambito delle fasce orarie definite ai sensi dell’art. 5, comma 3, lett. a) (Confronto), in base alle tipologie del regime orario giornaliero, settimanale, mensile o annuale praticabili presso ciascuna azienda o ciascun ente, tenuto conto della natura dell’attività istituzionale, degli orari di servizio e di lavoro praticati e della situazione degli organici nei diversi profili professionali. La modificazione delle tipologie di articolazione della prestazione, di cui ai commi 2 e 3, richiesta dall’azienda o ente avviene con il consenso scritto dell’interessato.
  7. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale al 50% con orario su due giorni settimanali, può recuperare i ritardi ed i permessi orari con corrispondente prestazione lavorativa in una ulteriore giornata concordata preventivamente con l’Azienda o Ente, senza effetti di ricaduta sulla regola del proporzionamento degli istituti contrattuali applicabili.
  8. Limitatamente ai casi di carenza organica, il personale del ruolo sanitario a tempo parziale orizzontale rientrante nelle attività individuate dall’art. 28 commi 12, 13, 14 (Servizio di pronta disponibilità) del presente CCNL, previo consenso e nel rispetto delle garanzie previste dalle vigenti diposizioni legislative, con particolare riferimento al D.lgs. 151/2001 e alla legge 104/1992, può essere utilizzato per la copertura dei turni di pronta disponibilità, turni proporzionalmente ridotti nel numero in relazione all’orario svolto.
  9. Nei casi di tempo parziale verticale le prestazioni di pronta disponibilità ed i turni sono assicurati per intero nei periodi di servizio.
  10. Al personale utilizzato ai sensi dei precedenti commi 5 e 6, si applica l’art. 28 (Servizio di pronta disponibilità) del presente CCNL, con la precisazione che per le eventuali prestazioni di lavoro supplementare si applica quanto stabilito dall’art. 62 (Trattamento economico-normativo del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale) del presente CCNL. In ogni caso il lavoro supplementare effettuabile per i turni, compreso quello previsto dal comma 5 del citato articolo sulla pronta disponibilità, non può superare n. 102 ore annue individuali.
  11. Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale non può effettuare prestazioni aggiuntive così come le attività di supporto all’intramoenia.

Obblighi del lavoratore: lavoratori pubblici

1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri e altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il rapporto di lavoro, contenuti nel codice di comportamento di cui all’art. 54 del D.Lgs. n. 165/2001 e nel codice di comportamento di amministrazione adottato da ciascun ente.

2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l’instaurazione di rapporti di fiducia e collaborazione tra l’ente e i cittadini. 3. In tale specifico contesto, tenuto conto dell’esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dipendente deve in particolare:

a) collaborare con diligenza, osservando le norme del contratto collettivo nazionale, le disposizioni per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall’ente anche in relazione alle norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;

b) rispettare il segreto d’ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dell’ordinamento ai sensi dell’art. 24 della legge n. 241/1990;

c) non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d’ufficio;

d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui lo stesso abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all’attività amministrativa previste dalla Legge n. 241/1990, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell’amministrazione e dal d.lgs. n. 33/2013 in materia di accesso civico, nonché osservare le disposizioni della stessa amministrazione in ordine al D.P.R. n. 445/2000 in tema di autocertificazione;

e) rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del dirigente;

f) durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti, condotta adeguata ai principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona;

g) non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività che ritardino il recupero psico-fisico nel periodo di malattia od infortunio;

h) eseguire le disposizioni inerenti l’espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartite dai superiori; se ritiene che l’ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a chi lo ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l’ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione; il dipendente non deve, comunque, eseguire l’ordine quando l’atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;

i) vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità;

j) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui affidati;

k) non valersi di quanto è di proprietà dell’amministrazione per ragioni che non siano di servizio;

l) non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa, salvo i casi di cui all’art. 4, comma 2, del D.P.R. n. 62/2013;

m) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali dell’amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee all’ amministrazione stesso in locali non aperti al pubblico;

n) comunicare all’ amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora temporanea, nonché ogni successivo mutamento delle stesse;

o) in caso di malattia, dare tempestivo avviso all’ufficio di appartenenza, salvo comprovato impedimento;

p) astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado;

q) comunicare all’amministrazione la sussistenza di provvedimenti di rinvio a giudizio in procedimenti penali.

Orario di lavoro: rilevazione dei ritardi

Il rispetto dell’orario di lavoro è assicurato mediante forme di controlli obiettivi e di tipo automatico.

I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, regolamentano i ritardi rispetto all’inizio dell’orario di lavoro programmato.

In via generale (ma si vedano i singoli CCNL) Il ritardo sull’orario di ingresso al lavoro comporta l’obbligo del recupero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo.

Sempre in via generale, in caso di mancato recupero, si opera la proporzionale decurtazione della retribuzione e, se previsto,  del trattamento economico accessorio.

Si rammenta che i ritardi possono essere oggetto di provvedimento disciplinare, secondo quanto previsto dai singoli CCNL.

Orario di lavoro flessibile

I CCNL dei dipendenti pubblici, per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, prevedono la possibilità di fasce temporali di flessibilità dell’orario, in entrata e in uscita.

Il lavoratore può, compatibilmente con le esigenze di servizio, avvalersi di entrambe le possibilità nella medesima giornata.

Nel caso in cui si determinasse un debito orario, quest’ultimo deve essere recuperato entro il mese successivo a quello di riferimento, in modo concordato con il proprio Dirigente.

Se ogni lavoratore può richiedere di effettuare l’orario di lavoro flessibile, vi sono lavoratori che, per particolari situazioni personali, sociali o familiari, sono favoriti nell’utilizzo dell’orario flessibile.

In particolare hanno “un diritto prioritario”, i lavoratori che:

  • beneficiano delle tutele previsti per la maternità e paternità (d.lgs 151/2001)
  • assistono familiari portatori di handicap (legge 104/1992)
  • siano inseriti in progetti terapeutici di recupero (lavoratori tossicodinpenti, affetti da alcolismo cronico)
  • si trovino in situazione di necessità dovute alla frequenza dei propri figli di asilo nido, scuole materne e scuole primarie
  • siano impegnati in attività di volontariato

 

 

Organismo paritetico per l’innovazione

L’organismo paritetico per l’innovazione realizza una modalità relazionale, prevista nei CCNL dele Pubblico Impiego, finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali, su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’amministrazione.

L’organismo rappresenta la sede in cui si attivano stabilmente relazioni sindacali, aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo – anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out – al fine di formulare proposte all’amministrazione o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

Composizione

L’organismo paritetico per l’innovazione, ha composizione paritetica ed è formato da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie dei CCNL, nonché da una rappresentanza dell’Amministrazione.

Funzionamento

L’organismo paritetico per l’innovazione si riunisce almeno due volte l’anno e, comunque, ogniqualvolta l’amministrazione manifesti un’intenzione di progettualità organizzativa innovativa, complessa, per modalità e tempi di attuazione, e sperimentale.

Il ruolo

Fra le varie funzioni che può assolvere, si segnala:

  • può trasmettere proprie proposte progettuali, all’esito dell’analisi di fattibilità, alle parti negoziali della contrattazione integrativa, sulle materie di competenza di quest’ultima, o all’amministrazione;

  • può adottare un regolamento che ne disciplini il funzionamento;

  • può svolgere analisi, indagini e studi….;

  • effettua il monitoraggio dell’attuazione dei piani di azioni positive predisposte dai comitati unici di garanzia, in collaborazione con questi ultimi

  • riceve i dati sul numero dei contratti a tempo determinato

  • riceve i dati sul numero dei contratti in somministrazione di manodopera

  • riceve i dati sulle assenze del personale

Partecipazione

All’organismo paritetico colo possono essere inoltrati progetti e programmi dalle organizzazioni sindacali o da gruppi di lavoratori. In tali casi, l’organismo paritetico si esprime sulla loro fattibilità degli stessi.