Detrazioni fiscali spese universitarie

Chi può detrarle

La detrazione Irpef del 19% è prevista anche per i genitori di studenti universitari e, in particolare, riguarda le spese sostenute per la frequenza di.

  • Corsi di laurea presso università statali e non statali;
  • Corsi di perfezionamento;
  • Corsi di specializzazione universitaria (come master universitari, corsi di dottorato di ricerca, istituti tecnici di ricerca (ITS), nuovi corsi istituiti presso i Conservatori di Musica, coreutici e gli Istituti musicali pareggiati).
  • Tutti questi corsi possono essere tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

Quali sono le spese scolastiche universitarie

Le tipologia di spesa ammessa per la detrazione, per un massimo di 784 euro per il 2018 sono:

  • Tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • Soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • La partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà;
  • La frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA).

La detrazione non spetta per:

  • i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero,
  • le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari e di vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola» riporta la circolare.

Detrazioni fiscali spese scolastiche per studenti con DSA

Dal 2018 sono detraibili al 19% anche le spese sostenute per gli studenti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).

Si tratta di detrazioni per: strumenti compensativi e sussidi tecnici, nonché l’uso di strumenti compensativi che favoriscono la comunicazione verbale e l’apprendimento di lingue straniere.

La detrazione è senza tetti di spesa e fino alla conclusione della scuola superiore.

In questo caso, per ottenere la detrazione, oltre alle ricevute, è necessario allegare anche un certificato medico rilasciato da SSN che attesti il collegamento funzionale tra gli strumenti acquistati e il disturbo diagnosticato.

Detrazione spese scolastiche non universitarie

Il 19% delle spese per la scuola dei figli sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi fino a un tetto per il 2018 di 786 euro per ogni studente.

I genitori posso detrarre le spese sostenute al 50% ciascuno oppure previa annotazione sul documento attestante la spese in diversa percentuale sostenuta.

Elenco della tipologia di scuole e di spese per cui si possono detrarre le spese di frequenza:

  1. scuole dell’infanzia (scuole materne);
  2. scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
  3. scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore).

Nel computo sono inclusi tutti gli istituti scolastici statali, paritari privati e degli enti locali.

La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti come i Conservatori di Musica, coreutica e gli Istituti musicali pareggiate.

Tra le spese ammesse alla detrazione per le famiglie degli studenti non universitari troviamo:

  • le tasse di iscrizione e frequenza;
  • i contributi obbligatori;
  • i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica.

Ad esempio:

  • la mensa scolastica;
  • i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola;
  • le gite scolastiche;
  • l’assicurazione della scuola;
  • ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza).

La detrazione non spetta invece per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado; il servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico e per cui non è attualmente prevista alcuna agevolazione.

Bisogna evidenziare che tali detrazioni sono infatti alternative a:

  • innovazione tecnologica come l’acquisto di cartucce per stampanti;
  • edilizia scolastica come il pagamento delle piccole manutenzioni urgenti;
  • ampliamento offerta formativa come l’acquisto di fotocopie per verifiche e approfondimenti.

Come ottenere la detrazione per le spese scolastiche non universitarie

Per ottenere la detrazione, calcolata su un importo massimo di 786 euro per la dichiarazione dei redditi 2018 per alunno o studente, bisogna conservare le ricevute o le quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2018.

Il bollettino postale o la ricevuta del bonifico bancario, carta di credito, debito, prepagate, assegni ecc., comunque tracciabili, intestati alla scuola o al soggetto destinatario del pagamento (scuola, comune o altri fornitori) e con l’indicazione del servizio detraibile nella causale, insieme a quello del nome del bambino, sono documenti validi ai fini della richiesta di detrazione.

Se per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente» si legge nella circolare.

Detrazioni fiscali per cani guida per i non vedenti

Per i non vedenti raddoppia a mille euro la spesa forfettaria su cui applicare la detrazione del 19% per il mantenimento dei cani guida.

Ai fini del calcolo della detrazione si considera l’intero ammontare del costo sostenuto fino ad un massimo di 18075,99 euro.

La detrazione è prevista una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita del cane e spetta per un solo animale.

Va precisato che ai familiari del non vedente è preclusa l’opportunità di fruire della detrazione forfettaria anche nel caso in cui il non vedente sia da considerare a carico del familiare stesso.

Detrazioni fiscali per spese energetiche

Per tutto il 2019 sono prorogate le detrazioni fiscali previste per gli interventi volti al recupero edilizio, al risparmio energetico e all’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica la detrazione spettante varia, a seconda dei casi, dal 50%, al 65%, al 70%, al 75%, all’80%, all’85%); per il recupero edilizio è del 50%, così come per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

Detrazione fiscale per i cani guida

Per i non vedenti raddoppia a mille euro la spesa forfettaria su cui applicare la detrazione del 19% per il mantenimento dei cani guida.

Ai fini del calcolo della detrazione si considera l’intero ammontare del costo sostenuto fino ad un massimo di 18075,99 euro.

La detrazione è prevista una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita del cane e spetta per un solo animale.

Va precisato che ai familiari del non vedente è preclusa l’opportunità di fruire della detrazione forfettaria anche nel caso in cui il non vedente sia da considerare a carico del familiare stesso.

Disabili: reinserimento mirati alla conservazione del posto di lavoro

La legge di bilancio del 2019, al comma 533 prevede che l’INAIL rimborsi (nella misura del 60%) al datore di lavoro la retribuzione corrisposta da quest’ultimo alla persona con disabilità da lavoro, nel caso in cui quest’ultima sia destinataria di un progetto di reinserimento mirato alla conservazione del posto di lavoro.

In particolare:

  • la retribuzione corrisposta dal datore di lavoro alla persona con disabilità da lavoro destinataria di un progetto di reinserimento mirato alla conservazione del posto di lavoro che alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta non possa attendere al lavoro senza la realizzazione degli interventi individuati nell’ambito del predetto progetto è rimborsata dall’INAIL al datore di lavoro nella misura del 60% di quanto effettivamente corrisposto;
  • i progetti di reinserimento possono essere proposti dai datori di lavoro e sono approvati dall’INAIL;
  • le retribuzioni rimborsabili sono quelle corrisposte dalla data di manifestazione della volontà da parte del datore di lavoro e del lavoratore di attivare il progetto e fino alla realizzazione degli interventi in esso individuati e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno;
  • qualora gli interventi individuati nell’ambito del progetto di reinserimento lavorativo personalizzato non siano attuati per immotivato unilaterale recesso del datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto a restituire all’INAIL l’intero importo del rimborso.

La predetta norma dispone altresì che dal 1° gennaio 2019, l’INAIL concorre anche al finanziamento dell’assegno di ricollocazione di cui all’art. 23 del D.Lgs. 150/2015 rilasciato alle persone con disabilità da lavoro in cerca di occupazione.

Con decreto del Ministro del lavoro, da adottare entro il 31.3.2019, sono definite le modalità di finanziamento.

Le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale anche per il tramite delle associazioni territoriali e delle società di servizi controllate e i patronati, gli enti bilaterali e le associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilità, possono presentare all’INAIL progetti di formazione e informazione rivolti a lavoratori e datori di lavoro in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa alle persone con disabilità da lavoro, finanziati dall’Istituto nei limiti e con le modalità dallo stesso stabiliti.

Detrazioni IRPEF per interventi casa

Si tratta della detrazione Irpef del 65 per cento e del 50 per cento per i costi sostenuti per migliorare le prestazioni energetiche della propria casa.

La percentuale di cui si beneficerà dipende dalla tipologia di lavoro effettuato per il risparmio energetico.

Questa percentuale sale al 75 per cento in caso di lavori condominiali.

Per usufruire del bonus occorre tenere presente che la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali d pari importo fino a un limite massimo di:

  • 30mila euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • 40mila euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);
  • 100mila euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale