Tutela dei crediti di lavoro

I crediti retributivi godono di particolare tutela e, in particolare:

  • stante l’art. 429 c.p.c., il giudice, quando pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro, deve determinare, oltre gli interessi nella misura legale, anche il maggior danno eventualmente subito dal lavoratore per la diminuzione di valore del suo credito, condannando al pagamento della somma relativa con decorrenza dal giorno della maturazione del diritto;
  • in caso di insolvenza del datore di lavoro i crediti di lavoro sono assistiti da privilegio;
  • le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di lavoro sono provvisoriamente esecutive (art. 431 c.p.c.);
  • in caso di insolvenza del datore di lavoro esiste un Fondo di Garanzia INPS – istituito dalla legge n. 297/1982 – che si sostituisce al datore di lavoro nel pagamento del TFR e dei crediti retributivi degli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro, rientranti nei 12 mesi che precedono la dichiarazione di insolvenza.

Forme di retribuzione

Retribuzione a tempo

Forma di retribuzione prevista dal comma 1, art. 2099, c.c. consiste nel retribuire il lavoro in ragione del tempo di esecuzione della prestazione lavorativa: per questa forma di retribuzione – che è la più diffusa – diventa quindi rilevante l’orario di lavoro che funge da base per la determinazione della retribuzione. La retribuzione a tempo viene generalmente distinta in:

  • oraria: calcolata sulle ore effettivamente lavorate nel mese;
  • mensile: calcolata a prescindere dalle ore effettivamente lavorate nel mese.

Mensilizzazione della retribuzione

Alcuni contratti collettivi, prevedono anche per i lavoratori che sono retribuiti ad ore, la determinazione contabile della retribuzione in misura mensile.

In tal caso viene utilizzato seguente calcolo: la retribuzione oraria, anche ai fini dei vari istituti contrattuali, si determina dividendo per il divisore individuato dal contratto collettivo, i minimi tabellari della classificazione unica, gli aumenti periodici di anzianità, l’indennità di contingenza, gli aumenti di merito nonché gli altri eventuali compensi già eventualmente fissati e aggiungendo altri elementi orari della retribuzione come indennità varie ecc.

Il risultato ottenuto si moltiplica per le ore di lavoro e per quelle contrattualmente dovute.

Retribuzione a cottimo

Forma di retribuzione prevista dal comma 1, art. 2099 c.c., consiste nel retribuire il lavoratore tenendo conto non solo del tempo impiegato per effettuare la prestazione, ma anche della quantità di lavoro prodotto.

Esistono diverse tipologie di cottimo:

  • cottimo puro o pieno: in cui la retribuzione è interamente determinata in base al cottimo;
  • cottimo misto: in cui il cottimo rappresenta una maggiorazione che si aggiunge alla retribuzione fissa calcolata a tempo; – cottimo collettivo: in cui la retribuzione è legata al rendimento di un gruppo di lavoratori;
  • concottimo: è il particolare trattamento retributivo che spetta ai lavoratori non cottimisti ma che, a causa delle mansioni che svolgono, sono condizionati dal ritmo di lavoro dei cottimisti.

Retribuzione menisilizzata

Alcuni contratti collettivi, prevedono anche per i lavoratori che sono retribuiti ad ore, la determinazione contabile della retribuzione in misura mensile.

In tal caso viene utilizzato seguente calcolo: la retribuzione oraria, anche ai fini dei vari istituti contrattuali, si determina dividendo per il divisore individuato dal contratto collettivo, i minimi tabellari della classificazione unica, gli aumenti periodici di anzianità, l’indennità di contingenza, gli aumenti di merito nonché gli altri eventuali compensi già eventualmente fissati e aggiungendo altri elementi orari della retribuzione come indennità varie ecc.

Il risultato ottenuto si moltiplica per le ore di lavoro e per quelle contrattualmente dovute.

Esempio

Le ore teoriche mensili sono 156, il contratto nazionale di lavoro prevede una retribuzione mensile di 1.500.00 euro. Mentre il divisore giornaliero è di 26.

La retribuzione oraria sarà di: 1.500.00:156= 9.61 euro

La retribuzione giornaliera sarà di : 1.500:26= 57.69 euro

26 giorni x 57.69 = 1500

Retribuzione a cottimo

Retribuzione a cottimo

Forma di retribuzione prevista dal comma 1, art. 2099 c.c., consiste nel retribuire il lavoratore tenendo conto non solo del tempo impiegato per effettuare la prestazione, ma anche della quantità di lavoro prodotto.

Esistono diverse tipologie di cottimo:

  • cottimo puro o pieno: in cui la retribuzione è interamente determinata in base al cottimo;
  • cottimo misto: in cui il cottimo rappresenta una maggiorazione che si aggiunge alla retribuzione fissa calcolata a tempo; – cottimo collettivo: in cui la retribuzione è legata al rendimento di un gruppo di lavoratori;
  • concottimo: è il particolare trattamento retributivo che spetta ai lavoratori non cottimisti ma che, a causa delle mansioni che svolgono, sono condizionati dal ritmo di lavoro dei cottimisti.

Retribuzione a tempo

Forma di retribuzione prevista dal comma 1, art. 2099, c.c. consiste nel retribuire il lavoro in ragione del tempo di esecuzione della prestazione lavorativa: per questa forma di retribuzione – che è la più diffusa – diventa quindi rilevante l’orario di lavoro che funge da base per la determinazione della retribuzione.

La retribuzione a tempo viene generalmente distinta in:

  • oraria: calcolata sulle ore effettivamente lavorate nel mese;
  • mensile: calcolata a prescindere dalle ore effettivamente lavorate nel mese.

Retribuzione: nozione

Nozione di retribuzione

La retribuzione è la prestazione fondamentale cui è obbligato il datore di lavoro nei confronti del prestatore di lavoro e costituisce il corrispettivo che il datore di lavoro deve erogare al lavoratore che si obbliga a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore (art. 2094 c.c.).

Caratteri generali

La retribuzione deve avere le seguenti caratteristiche: › sufficienza per garantire le esigenze vitali del lavoratore e della sua famiglia;

  • proporzionalità alla quantità e qualità di lavoro prestato; determinatezza o determinabili tà; › obbligatorietà;
  • corrispettività in quanto costituisce la controprestazione datoriale alla prestazione del lavoratore; › continuità.

L’art. 36 Cost. stabilisce che la retribuzione cui ha diritto il prestatore di lavoro deve essere proporzionata a quantità e qualità del lavoro prestato ed assicurare a lui ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Il dettato costituzionale ha:

  • un contenuto programmatico per il legislatore che è chiamato a stabilire la retribuzione minima;
  • una funzione precettiva del principio della retribuzione sufficiente nel senso che, qualora tra le parti (datore di lavoro e lavoratore) sia stabilita una retribuzione insufficiente o non sia stabilita alcuna retribuzione, il giudice può obbligare il datore di lavoro a corrispondere al prestatore di lavoro la retribuzione equivalente a quella minima prevista dai contratti collettivi applicabili alla categoria, o a categorie affini, o al settore produttivo (Cassazione, sent. n. 6646 del 13.6.1995) La retribuzione ha natura mista e complessa e quindi: ›
  • corrispettiva, nel senso che la prestazione del lavoratore è correlata alla prestazione lavorativa (retribuzione diretta);
  • sociale o previdenziale, nel senso che il datore di lavoro deve adempiere all’obbligo retributivo anche in assenza di prestazione (ad es. in caso di malattia, maternità, ecc.) e in tal caso la retribuzione perde il carattere della corrispettività ed assume quello previdenziale e, in senso lato, alimentare (retribuzione indiretta).

Fac-Simile domanda permessi retribuiti per Esami Prenatali

La sottoscritta _______________________________________________________ Matricola n_____

dipendente in qualità di _______________________________________________________________  Cat.    ________

in servizio presso ____________________________________________________________________

con rapporto di lavoro a tempo indeterminato/determinato ________________________________________

in regime di tempo pieno/part-time (*) ______________________________________________________________

CHIEDE

di usufruire di un permesso retribuito per l’effettuazione di controlli prenatali per il giorno _______________

dalle ore ___________ alle ore ____________.

La sottoscritta si impegna al rientro in servizio a presentare la documentazione attestante la data e l’ora di effettuazione dell’accertamento.

Il/La sottoscritto/a è consapevole che:

  • è soggetto alle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali in materia qualora rilasci dichiarazioni mendaci, formi o faccia uso di atti falsi od esibisca atti contenenti dati non più rispondenti a verità (art. 76 D.P.R. 28.12.2000, n. 445);
  • decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera qualora dal controllo effettuato dall’Amministrazione emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione (artt. 71 e 75 D.P.R. 28.12.2000, n. 445).

Distinti saluti

__________, ____________________                                                       La dipendente

 

 

(*) In caso di rapporto di lavoro part-time specificare tipologia

Fac-Simile comunicazione interruzione della gravidanza

La sottoscritta                                                                                                    Matricola n°

dipendente in qualità di                                                                                             Cat.

in servizio presso                                                                                                                                       con rapporto di lavoro a tempo indeterminato/determinato                                                                     in regime di tempo pieno/part-time (1)                                                                                                                                                         

COMUNICA

x) l’avvenuta interruzione della gravidanza prima del 180° giorno dall’inizio della gestazione;

x) l’avvenuta interruzione della gravidanza dopo il 180° giorno dall’inizio della  gestazione. In tal caso la sottoscritta

CHIEDE 

X) che le venga consentito l’esercizio dell’astensione obbligatoria post partum;

X)  di riprendere l’attività lavorativa (2)

ALLEGA 

  1. Il certificato rilasciato dal medico specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato, attestante che la ripresa dell’attività lavorativa non arreca pregiudizio alla salute della sottoscritta;
  2. Il certificato, rilasciato dal medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, attestante anch’egli che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della

1 In caso di rapporto di lavoro part-time specificare tipologia.

2 Da presentarsi almeno con dieci giorni di anticipo.

La sottoscritta è consapevole che:

  • è soggetto alle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali in materia qualora rilasci dichiarazioni mendaci, formi o faccia uso di atti falsi od esibisca atti contenenti dati non più rispondenti a verità (art. 76 D.P.R. 28.12.2000, n. 445);
  • decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera qualora dal controllo effettuato dall’Amministrazione emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione (artt. 71 e 75 P.R. 28.12.2000, n. 445).

Distinti saluti______________,                     

La dipendente                                        

 

 

Fac-Simile domanda riduzione orario per allattamento

Alla

Il/la sottoscritto/a  

 

Nato/a a   il  

 

Posizione funzionale  

 

a tempo: indeterminato   determinato   pieno   parziale  

 

Struttura di appartenenza  

 

Indirizzo di residenza  
  comune cap via/piazza nr.

 

recapito ufficio   recapito personale  

 

dovendo riprendere servizio il giorno  

COMUNICA ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 151/2001

 

di usufruire di un periodo di riposo
     
fino al   data di compimento del 1° anno di vita del bambino

NOTE: 

  • 2 ore al giorno, se l’orario di lavoro è uguale o superiore a 6 ore giornaliere

1 ora al giorno, se l’orario di lavoro è inferiore alle 6 ore giornaliere

Data   La dipendente