CONGEDO NON RETRIBUITI PER LA FORMAZIONE CONTINUA

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Tipologia.
Si tratta di una tipologia di permessi diversa e aggiuntiva rispetto a quelli illustrati più sopra; competono ai lavoratori/trici, occupati e non occupati, al fine di proseguire i percorsi di formazione per tutto l’arco della vita, per accrescere conoscenze e competenze professionali.
L’offerta formativa, predisposta dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali, deve consentire percorsi personalizzati, certificati e riconosciuti come crediti formativi in ambito nazionale ed europeo.
La formazione può corrispondere a un’autonoma scelta del lavoratore ovvero essere predisposta dal datore di lavoro, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali e finanziabili dal Fondo per la formazione continua.
Finanziamento.
Gli interventi formativi che rientrano nei piani aziendali o territoriali possono essere finanziati attraverso il Fondo interprofessionale per la formazione continua.
Le disponibilità finanziarie sono ripartite, annualmente, fra le regioni e le province autonome con apposito decreto ministeriale.
Le regioni, a loro volta, possono finanziare progetti di formazione dei lavoratori che, sulla base di accordi contrattuali, prevedano quote di riduzione dell’orario di lavoro, nonché progetti di formazione presentati direttamente dai lavoratori.
I CCNL.
La contrattazione collettiva, anche decentrata (art. 6, c.2, legge 53/2000) può definire:
1. il monte ore da destinare ai congedi per la formazione in oggetto,
2. i criteri per l’ individuazione dei lavoratori
3. le modalità di orario e retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi di formazione.
Retribuzione e pensione.
Il periodo di congedo non è retribuito, non è coperto da contribuzione, non è computato nell’anzianità di servizio, ma ai fini previdenziali il lavoratore ha la possibilità di riscattarlo o di effettuare la prosecuzione volontaria.
Anticipazione del TFR.
Coloro che intendono fruire del congedo, al fine di coprire le spese da sostenere durante i periodi di assenza dal lavoro, può chiedere l’anticipazione del TFR o di eventuali indennità equipollenti, comunque denominate.
L’anticipazione è corrisposta insieme alla retribuzione relativa al mese che precede la data di inizio del congedo.
Salva la presenza di clausole più favorevoli, individuali o collettive, le regole per l’anticipazione sono quelle ordinarie, ossia:
1. l’aver maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore
2. la misura massima del 70% del TFR spettante in caso di cessazione del rapporto (comprendendo anche le quote versate al Fondo di tesoreria gestito dall’INPS – aziende con almeno 50 addetti
3. il limite del 10% degli aventi titolo e del 4% del numero totale dei dipendenti.
L’anticipazione può essere concessa una sola volta, a prescindere dalla ragione sottostante (nulla vieta un diverso accordo fra le parti).
Nessuna norma particolare è fissata per la giustificazione delle spese , considerando che l’assenza senza retribuzione vale da sola a giustificare la richiesta di supporto economico.
Anticipazione del maturato presso i fondi pensione.
Gli statuti dei Fondi di previdenza complementare possono regolamentare l’anticipazione per le spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi.
Gli iscritti ai fondi pensione da almeno 8 anni possono richiedere un’anticipazione della prestazione maturata fino a un massimo del 30% per qualsiasi esigenza degli iscritti stessi, quindi anche per far fronte al periodo del permesso formativo non retribuito.
Prolungamento dell’età pensionabile.
Chi fruisce di questi congedi, può, a richiesta, prolungare il rapporto di lavoro di un periodo corrispondente, anche in deroga alle disposizioni concernenti l’età di pensionamento obbligatoria.
La richiesta deve essere comunicata al datore di lavoro con un preavviso non inferiore a sei mesi rispetto alla data prevista per il pensionamento.
Licenziamento.
E’ nullo il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo per la formazione continua.
Riferimento Legislativi Art. 6, L. 8.3.2000, n. 53 Congedi per la formazione continua.

1. I lavoratori, occupati e non occupati, hanno diritto di proseguire i percorsi di formazione per tutto l’arco della vita, per accrescere conoscenze e competenze professionali. Lo Stato, le regioni e gli enti locali assicurano un’offerta formativa articolata sul territorio e, ove necessario, integrata, accreditata secondo le disposizioni dell’articolo 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni, e del relativo regolamento di attuazione. L’offerta formativa deve consentire percorsi personalizzati, certificati e riconosciuti come crediti formativi in àmbito nazionale ed europeo. La formazione può corrispondere ad autonoma scelta del lavoratore ovvero essere predisposta dall’azienda, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali in coerenza con quanto previsto dal citato articolo 17 della legge n. 196 del 1997, e successive modificazioni.
2. La contrattazione collettiva di categoria, nazionale e decentrata, definisce il monte ore da destinare ai congedi di cui al presente articolo, i criteri per l’individuazione dei lavoratori e le modalità di orario e retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi di formazione.
3. Gli interventi formativi che rientrano nei piani aziendali o territoriali di cui al comma 1 possono essere finanziati attraverso il fondo interprofessionale per la formazione continua, di cui al regolamento di attuazione del citato articolo 17 della legge n. 196 del 1997.

DISPOSIZIONI CONTRATTUALI
Non tutti i CCNL contengono un riferimento alla legge e dettano eventuali disposizioni, tuttavia, nei settori privati è possibile stipulare accordi a livello decentrato.