Aspettativa per alcolodipendenza e tossicodipendenza

Accesso a programmi terapeutici. Ai lavoratori/trici affetti da patologie alcolcorrelate che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione organizzati presso servizi e strutture, anche ospedaliere e universitarie o presso altre strutture riabilitative, che intendono accedere a programmi terapeutici e di riabilitazione, hanno diritto ad una aspettativa non retribuita – fatto salvo condizioni di miglior favore previste dai CCNL – con conservazione del posto di lavoro per l’intero periodo del trattamento riabilitativo, in ogni caso per un massimo di 3 anni.

Tale disposizione prevede che i lavoratori a tempo indeterminato di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza e di alcoldipendenza).

I CCNL possono dettare regole di dettaglio per la concessione dell’aspettativa che, in ogni caso, sempre fatte salve eventuali disposizioni più favorevoli per il lavoratore, non dà diritto né alla retribuzione né all’accredito della contribuzione previdenziale.

I familiari. I lavoratori, familiari di un tossicodipendente e di un alcol dipendente, possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa senza assegni per concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo del tossicodipendente/alcoldipendente qualora il servizio ne attesti la necessità.

Conferenza Stato – Regioni e intesa del 30 ottobre 2007L’accordo Stato-Regioni del 2007, innovato nel mese di luglio 2017, ai fini di tutelare la salute del singolo lavoratore e della collettività dei lavoratori che operano all’interno di uno stesso luogo ha portato la Conferenza Unificata Stato-Regioni a stabilire che i lavoratori addetti allo svolgimento di mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute del lavoratore stesso e di terzi devono essere sottoposti, a cura del medico competente ed eventualmente, dei servizi sanitari autorizzati ad accertamento sanitario prima dell’adibizione alla mansione a rischio e successivamente a verifiche periodiche a spese del datore.

Tale accertamento persegue lo scopo di verificare l’idoneità del lavoratore allo svolgimento di certe mansioni sotto il profilo dell’utilizzo di sostanze stupefacenti o dell’abuso di alcol.

L’accertamento deve essere posto in essere nel rispetto della dignità e libertà della persona, esso si estrinseca fondamentalmente in una visita, eseguita dal medico competente sui soggetti a lui segnalati dal datore di lavoro, in quanto addetti alle mansioni di cui all’elenco ed attraverso esami tossicologici complementari di laboratorio.

(Riferimento legislativi  art. 124, D.P.R. 309/1990). (*)

DISPOZIONI CONTRATTUALI

CCNL 2016-2108 Sanità Pubblica, art. 47; Funzioni Centrali, art. 45; Funzioni Locali, art. 44; CCNL 2016-2018 Area Sanità, art. 46

1.Allo scopo di favorire la riabilitazione e il recupero dei dipendenti a tempo indeterminato nei confronti dei quali sia stato accertato, da una struttura sanitaria pubblica o convenzionata in base alle leggi nazionali e regionali vigenti, lo stato di tossicodipendenza o di alcolismo cronico e che si impegnino a sottoporsi a un progetto terapeutico di recupero predisposto dalle predette strutture, sono stabilite le seguenti misure di sostegno secondo le modalità di sviluppo ed esecuzione del progetto:
a) il diritto alla conservazione del posto per l’intera durata del progetto di recupero, con corresponsione del trattamento economico previsto per le assenze per malattia; (1)
b) concessione di permessi giornalieri orari retribuiti nel limite massimo di due ore, per la durata del progetto;
c) riduzione dell’orario di lavoro, con l’applicazione degli istituti normativi e retributivi previsti per il rapporto di lavoro a tempo parziale, limitatamente alla durata del progetto di recupero;
d) assegnazione del lavoratore a compiti della stessa categoria di inquadramento contrattuale diversi da quelli abituali, quando tale misura sia individuata dalla struttura che gestisce il progetto di recupero come supporto della terapia in atto.
2. I dipendenti, i cui parenti entro il secondo grado o, in mancanza, entro il terzo grado ovvero i conviventi ai sensi della legge 76/2016 (Unioni Civili) che si trovino nelle condizioni previste dal comma 1 ed abbiano iniziato a dare attuazione al progetto di recupero, possono fruire dell’aspettativa per motivi di famiglia per l’intera durata del progetto medesimo.
3. I periodi di assenza di cui al presente articolo non vengono presi in considerazione ai fini del periodo di comporto previsto per le assenza per malattia.
4. Il dipendente deve riprendere servizio presso la propria amministrazione nei 15 giorni successivi alla data di completamento del progetto di recupero.
5. Qualora risulti che i dipendenti di cui al comma 1 non si sottopongono per loro volontà alle previste terapie, l’amministrazione può procedere all’accertamento dell’idoneità psicofisica degli stessi allo svolgimento della prestazione lavorativa, con le modalità previste dalle disposizioni relative alle assenze per malattia.
6. Qualora, durante il periodo di sospensione dell’attività lavorativa, vengano meno i motivi che hanno giustificato la concessione del beneficio di cui al presente articolo, il dipendente è tenuto a riprendere servizio di propria iniziativa o entro il termine appositamente fissato dall’azienda o ente.
7. Nei confronti del dipendente che, salvo casi di comprovato impedimento, non si presenti per riprendere servizio alla conclusione del progetto di recupero o alla scadenza del termine di cui al comma 6, il rapporto di lavoro è risolto nel rispetto della normativa disciplinare.

(1)
a) intera retribuzione fissa mensile, ivi comprese le indennità fisse e ricorrenti, con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque denominato, per i primi 9 mesi di assenza. Nell’ambito di tale periodo per le malattie superiori a quindici giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post ricovero, al dipendente compete anche il trattamento economico accessorio
b) 90 % della retribuzione di cui alla lettera “a” per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50 % della retribuzione di cui alla lettera “a” per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del posto previsto nel comma 1;
d) un ulteriore periodo di 18 mesi, non retribuiti, in casi particolarmente gravi.

Precisazione. Occorre fare una distinzione tra chi è riconosciuto temporaneamente inidoneo allo svolgimento delle proprie mansioni, e chi è riconosciuta un’inidoneità permanente e assoluta.

Infatti, gli articoli sulla malattia dei tre CCNL, non parlano delle inidoneità temporanee, ma solo della inidoneità permanente assoluta e, in tal senso, rimanda a quanto previsto dal DPR n. 171 del 2011.

CCNL 2016-2018 Sanità Privata, art. 35. Per i dipendenti per i quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria accreditata, la condizione di soggetto affetto da tossicodipendenza, ludopatia, alcoolismo cronico e grave debilitazione psicofisica, e che si impegnino ad un progetto terapeutico di recupero e riabilitazione predisposto dalle strutture medesime, sono stabilite le seguenti misure a sostegno:
a)concessione di un’aspettativa non retribuita per l’intera durata del progetto di recupero presso strutture specializzate;
b) concessioni di permessi giornalieri non retribuiti;
c) riduzione dell’orario di lavoro con l’applicazione degli istituti normativi e retributivi previsti per il rapporto a tempo parziale, limitatamente alla durata del progetto;
d) il datore di lavoro, nell’ambito della sua autonomia organizzativa in relazione alle esigenze di servizio, ove richiesto, valuterà la possibilità di adibire il lavoratore a compiti diversi da quelli abituali quando tale misura sia individuata dalla struttura che gestisce il progetto di recupero come supporto della terapia in atto.
Durante i periodi relativi ai suddetti permessi e aspettative non maturerà a favore del dipendente alcuna indennità derivante dagli istituti normativi previsti dal presente contratto.

  • CCNL 2017-2019 AGIDAE, art. 6. Si applicano le disposizioni di Legge.
  • CCNL 2013-2015 AIOP RSA, art. 30. Come per la Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia che non è prevista. (Questo CCNL non è stato sottoscritto dalla CGIL)
  • CCNL 2013-2018 ARIS RSA, art. 31. Come per la Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia che non è prevista. (Questo CCNL non è stato sottoscritto dalla CGIL)
  • CCNL ANASTE. Non prevista, in tal caso il diritto sorge in forza della Legge. (Questo CCNL non è stato sottoscritto dalla CGIL)
  • CCNL ANFFAS. Non prevista, in tal caso il diritto sorge in forza della Legge.
  • CCNL ANPAS. Non prevista, in tal caso il diritto sorge in forza della Legge.
  • CCNL Cooperative Sociali. Non prevista, in tal caso il diritto sorge in forza della Legge.
  • CCNL Misericordie. Non prevista, in tal caso il diritto sorge in forza della Legge.
  • CCNL 2010-2012 UNEBA, art. 23. Come per la Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia che non è prevista.
  • CCNL 2017-2019 Valdesi, art. 6. Come per la Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia che non è prevista.
  • CCNL 2016 Igiene Ambientale, art. 50. Sostanzialmente uguale alla Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia non prevista.
  • CCNL 2018-2020 Fabbricerie, art. 55. Come per la Sanità Privata, ad esclusione della Ludopatia che non è prevista.

CCNL 2016-2018 Federcasa, art. 54

Allo scopo di favorire la riabilitazione ed il recupero di dipendenti nei confronti dei quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria pubblica o da strutture associative convenzionali previste dalle leggi regionali vigenti, la condizione di soggetto ad effetti di tossicodipendenza, alcolismo cronico o grave delimitazione psicofisica e che si impegnino a sottoporsi ad un progetto terapeutico di recupero e di riabilitazione predisposto dalle strutture medesime, sono stabilite le seguenti misure di sostegno secondo le modalità di esecuzione del progetto:

  1. a) concessione dell’aspettativa per infermità per l’intera durata del ricovero presso strutture specializzate; per il periodo eccedente la durata massima dell’aspettativa con retribuzione intera prevista dall’articolo 44 comma 4, (Retribuzione intera sino ad un massimo di 12 mesi) compete la retribuzione ridotta alla metà per l’intera durata del ricovero;
  2. b) concessione di permessi giornalieri orari retribuiti nel limite massimo di due ore per la durata del progetto;
  3. c) riduzione dell’orario di lavoro, con l’applicazione degli istituti normativi e retributivi previsti per il rapporto a tempo parziale, limitatamente alla durata del progetto; d) utilizzazione del dipendente in mansioni della stessa qualifica diverse da quelle abituali quando tale misura sia individuata dalla struttura sanitaria pubblica come supporto della terapia in atto.

I dipendenti, i cui parenti entro il secondo grado o, in mancanza entro il terzo grado, si trovino nelle condizioni previste dal comma precedente ed abbiano iniziato l’esecuzione del progetto di recupero e di riabilitazione, hanno diritto ad ottenere la concessione dell’aspettativa per motivi di famiglia per l’intera durata del progetto medesimo.

L’Azienda dispone l’accertamento della idoneità dei dipendenti di cui al primo comma qualora i dipendenti medesimi non siano volontariamente sottoposti alle previste terapie.

CCNL 1999-2003 Federculture, art. 53.
– diritto alla conservazione del posto di lavoro, in aspettativa non retribuita a tutti gli effetti di legge e di contratto, per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta per l’esecuzione del trattamento riabilitativo;
– concessione, in alternativa all’aspettativa di cui al precedente punto a), di permessi non retribuiti per brevi periodi, la durata dei quali è determinata dalla struttura terapeutica, qualora quest’ultima riconosca il valore positivo del lavoro in quanto parte della terapia e, pertanto, preveda il mantenimento dell’interessato nell’ambiente che lo circonda;
– adozione di soluzioni lavorative, come il part-time o altre modalità, compatibilmente con l’organizzazione del lavoro, che rendano più agevole l’effettuazione del recupero nell’ipotesi di cui al precedente punto b) o di reinserimento al lavoro al termine del periodo riabilitativo.
Per avvalersi della facoltà di cui sopra, il dipendente è tenuto ad inoltrare la relativa richiesta all’Azienda almeno 10 giorni prima dell’inizio del programma oggetto della richiesta, allegando adeguata documentazione.
Anche ai lavoratori che siano familiari di un tossicodipendente entro il 2° grado di parentela e, in mancanza, entro il 3° grado in linea retta, possono fare richiesta di essere posti in aspettativa non retribuita, a tutti gli effetti di legge e di contratto, per partecipare al programma terapeutico e socio-riabilitativo del familiare tossicodipendente, quando il servizio pubblico per le tossicodipendenze ne attesti la necessità. La relativa richiesta, con la documentazione del caso e l’attestazione del servizio pubblico per le tossicodipendenze, deve pervenire nei modi e nei tempi previsti al comma precedente.
E’ compito dei lavoratori in aspettativa fornire periodica attestazione comprovante la loro continuativa ed ininterrotta partecipazione al trattamento riabilitativo.
Le Parti riconoscono la necessità di favorire il recupero di eventuali lavoratori etilisti, i quali intendono sottoporsi a terapie di disintossicazione presso centri specializzati, pertanto convengono di concedere ai lavoratori interessati, per i quali sia specificatamente accertata la sottoposizione a terapia sanitaria specialistica, agevolazioni analoghe a quelle sopra previste per i lavoratori in accertato stato di tossicodipendenza.

(*) Art. 124 Lavoratori tossicodipendenti

1. I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, se assunti a tempo indeterminato hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all’esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni.
2. I contratti collettivi di lavoro e gli accordi di lavoro per il pubblico impiego possono determinare specifiche modalità per l’esercizio della facoltà di cui al comma 1. Salvo più favorevole disciplina contrattuale, l’assenza di lungo periodo per il trattamento terapeutico-riabilitativo è considerata, ai fini normativi, economici e previdenziali, come l’aspettativa senza assegni degli impiegati civili dello Stato e situazioni equiparate. I lavoratori, familiari di un tossicodipendente, possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa senza assegni per concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo del tossicodipendente qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità.
3. Per la sostituzione dei lavoratori di cui al comma 1 è consentito il ricorso all’assunzione a tempo determinato, ai sensi dell’art. 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230. Nell’ambito del pubblico impiego i contratti a tempo determinato non possono avere una durata superiore ad un anno.
4. Sono fatte salve le disposizioni vigenti che richiedono il possesso di particolari requisiti psico-fisici e attitudinali per l’accesso all’impiego, nonché quelli che, per il personale delle Forze di polizia, per quello che riveste la qualità di agente di pubblica sicurezza e per quello cui si applicano i limiti previsti dall’art. 2 della legge 13 dicembre 1986, n. 874, disciplinano la sospensione e la destituzione dal servizio.