CONGEDO PARENTALE NEI GIORNI DI SABATO E DOMENICA

Domanda
Vi scrivo a nome della RSU, vorremmo dei chiarimenti sulla fruizione dei congedi parentali nella giornata di sabato non lavorativo e ne caso della settimana corta e in rapporto alle ferie.
Risposta
L’oggetto della odierna disamina l’indennizzo per il c.d. “Congedo Parentale (art. 32 e ss. del D.lgs. n. 151/2001), ampliato nei decreti-legge, n. 18/2020 c.d. “Cura Italia” e n. 34/2020 c.d. “Rilancio”.
In particolare quest’ultimo estende anche ai dipendenti pubblici il Congedo e indennità nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting.
Ciò posto, emergevano dubbi interpretativi rispetto all’uso corretto del congedo, riguarda due aspetti non certo marginali:
1. il primo, riferibile al computo delle giornate del sabato (non lavorativo) e della domenica frapposte tra due settimane contigue di congedo parentale per il medesimo figlio;
2. il secondo, riguarda il medesimo periodo di congedo, ma la seconda settimana estesa al secondo figlio.
Rimane invariata la modalità di fruizione nel caso in cui si consumi solo una settimana di congedo parentale: il sabato non lavorativo, la domenica e le feste non sono computate.
In merito al primo quesito, il CCNL comparto sanità 2016/18, all’art. 45, comma 5, dispone che: “I periodi di assenza di cui ai commi 3 e 4, nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice”.
Quindi, tra due periodi di congedo parentale di due settimane per il medesimo figlio, per non far consumare il congedo anche nella domenica e nella festa, bisogna entrare in servizio almeno il giorno prima e precisamente:
• il sabato se è lavorativo;
• il venerdì se il sabato non è lavorativo.
Può succedere che il lavoratore fruisca non solo del congedo parentale, ma anche di altri istituti (es. ferie, malattia, infortunio, ecc.).
Cosa succede in questo caso?
Nel caso in cui la prima settimana sia di congedo parentale (o parte d’essa, ma compreso il venerdì se il sabato non è lavorativo, o il sabato se è lavorativo) e la seconda settimana (o parte d’essa) sia di altro istituto (ferie, malattia, ecc.), il sabato non lavorativo, la domenica e i festivi non debbono essere computati nel congedo parentale.
Il messaggio INPS n. 19772 del 18 ottobre 2011, chiarisce le linee di indirizzo che le pubbliche amministrazioni debbono seguire nell’interpretare correttamente l’istituto, facendo degli esempi chiari, concisi e schematici.
Anche il parere dell’ARAN ARAN SCU_112 va nella stessa direzione, ampliando persino il contesto ed aggiungendo il caso nel quale il congedo venga chiesto anche per un secondo figlio unitamente al congedo richiesto per il primo.
A tal proposito è utile fare alcuni esempi che possano essere di aiuto a coloro i quali debbono interpretare l’istituto ed applicarlo correttamente.
Per semplicità di elaborazione si prenderà ad esempio solo il lavoratore che effettua la settimana corta dal lunedì al venerdì sabato escluso:
Esempio 1: settimana unica, congedo parentale dal lunedì al venerdì con ripresa dell’attività lavorativa il lunedì successivo – il sabato e la domenica o festivi non vanno computati e quindi non vanno conteggiati nel congedo parentale;
Esempio 2: prima settimana, congedo parentale dal lunedì al venerdì, seconda settimana ferie, congedi straordinari, malattia, ecc. – il sabato, la domenica e i festivi non vanno computati;
Esempio 3: prima settimana, congedo parentale dal lunedì al giovedì, venerdì ferie, lunedì della settimana successiva congedo parentale, il sabato e la domenica in questa circostanza non verranno computati (perché le ferie si ritengono come se fosse una giornata lavorata);
Esempio 4: da lunedì a mercoledì ferie, giovedì congedo parentale, venerdì lavoro, lunedì successivo fino a mercoledì congedo parentale, il sabato e la domenica non verranno computati poiché il venerdì lavorato interrompe il congedo.
Questi sono solo alcuni degli esempi nei quali è possibile usufruire del congedo parentale senza la necessità di dover ricomprendere anche il sabato e la domenica e quindi perdere due giorni di congedo utili ai fini del computo totale.
Anche l’ARAN, infatti, ha espresso il medesimo parere, considerando il congedo parentale per due figli, come due istituti diversi e quindi non sovrapponibili.
I genitori potranno assentarsi entrambi dal lavoro se ognuno fruirà del congedo per un figlio diverso, altrimenti, la fruizione sarà alternativa: se fruisce un genitore per un periodo, non può fruirne l’altro.