Buone pratiche per la sicurezza

Le buone pratiche per la sicurezza del paziente, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono “qualsiasi progetto o intervento che si sia dimostrato in grado di prevenire o alleviare i danni derivanti al paziente dall’assistenza sanitaria”.
La legge n. 24 del 2017, che detta disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, definisce buone pratiche per la sicurezza quelle collegate all’attività dell’Osservatorio Nazionale delle Buone Pratiche sulla sicurezza nella sanità.
Sono buone pratiche anche le Raccomandazioni del Ministero della Salute che hanno l’obiettivo di aiutare gli operatori sanitari a ridurre i rischi legati a procedure potenzialmente pericolose, fornendo strumenti efficaci e attivando un cambiamento organizzativo.
Tra le altre buone pratiche, a titolo esemplificativo, ricordiamo il lavaggio delle mani, il corretto utilizzo degli antibiotici, la prevenzione delle cadute dei pazienti nei contesti sanitari, l’etichettatura di sicurezza per la somministrazione dei farmaci: siringhe, pompe-siringhe, flebo, ecc, l’introduzione del braccialetto identificativo, e così via.