Abitazione: acquisto e anticipazione del TFR

Abitazione: acquisto e anticipazione del TFR

Per prima casa si intende un immobile destinato alla normale abitazione e residenza del richiedente e della sua famiglia.

Negli anni la giurisprudenza ha ampliato la casistica riconoscendo il diritto all’anticipo TFR in caso di acquisto:

  • con stipula di un mutuo ipotecario nei casi in cui la somma (anche residua) sia di importo uguale o superiore all’anticipazione;
  • del suolo finalizzato alla costruzione dell’abitazione;
  • della casa per il figlio, nei casi in cui è quest’ultimo a farsene carico;
  • da parte del dipendente proprietario di altri immobili non destinati ad abitazione.
  • coprire i debiti contratti dal dipendente per pagare la casa o evitarne l’espropriazione;
  • all’acquisto della casa quando lo stesso dipendente è proprietario di altre abitazioni date in affitto a familiari (o terzi) ovvero acquistate a titolo d’investimento immobiliare in luoghi residenziali;
  • acquisto della casa non interamente posseduta;
  • acquisto della casa da parte del coniuge, a meno che non sussista il regime di comunione legale.

Anticipo TFR per ristrutturazione

L’anticipazione del TFR anche in questo caso può essere concessa nel limite massimo del 70% di quanto maturato fino alla data della richiesta.

Questa può essere richiesta per le spese di ristrutturazione della prima casa (propria o dei figli) a patto che le stesse siano indispensabili per l’abitabilità dell’edificio. Si escludono ad esempio gli interventi di:

  • Manutenzione;
  • Ampliamento della casa;
  • Abbellimento dell’edificio senza alcun nesso con l’abitabilità dello stesso o le esigenze quotidiane di chi ci abita.

E’ fondamentale pertanto che il dipendente, nella richiesta scritta di anticipo, motivi la necessità delle spese di ristrutturazione, allegando:

  • Eventuali dichiarazioni o pareri rilasciati dai soggetti competenti, come l’impresa di costruzioni o l’architetto / geometra, soltanto per citare alcuni esempi;
  • Testi o riferimenti legislativi, nonché regolamenti o altre fonti normative;
  • Ordinanze comunali o disposizioni provinciali / regionali;
  • Provvedimenti giudiziari;
  • Atti amministrativi.

L’azienda, una volta ricevuta la richiesta, dovrà valutarla e pronunciarsi in merito. La decisione dev’essere comunicata al dipendente in forma scritta, motivandola sia in caso di esito positivo che negativo.

In particolare l’azienda, in un’ottica di parità di trattamento tra i dipendenti, dovrà analizzare la decisione presa in passato per casi analoghi.

Come richiedere l’anticipo TFR per ristrutturazione

Per ottenere l’anticipo TFR per la ristrutturazione della prima casa, così come per gli altri tipi di richiesta, il dipendente deve presentare apposita richiesta scritta all’azienda, in cui riportare le motivazioni che giustificano l’erogazione delle somme.

La comunicazione dev’essere datata e firmata dal dipendente e sottoscritta per ricevuta dal datore.

Parimenti, la decisione sulla liquidazione o meno dell’anticipo dovrà essere comunicata al dipendente per iscritto.

A seconda delle motivazioni, alla richiesta si deve allegare la seguente documentazione:

  • per l’acquisto della prima casa: è sufficiente una dichiarazione del notaio o altro documento idoneo (ad esempio le fatture del costruttore);

Infine, al dipendente che in maniera fraudolenta utilizzi le somme ottenute con l’anticipo TFR per scopi diversi da quelli dichiarati, l’azienda può intimare la restituzione dell’intero importo o il risarcimento dei danni.

Anticipazione del TFR per ristrutturazione prima casa: requisiti del lavoratore

Oltre al ricorrere delle motivazioni citate, la legge concede l’anticipo TFR solo a chi ha almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore.

Il dipendente può ottenere le somme citate solo una volta nel corso del rapporto di lavoro.

Non solo, sempre la normativa dispone che il datore possa dar corso alle richieste di anticipazione nel limite annuo del 10% degli aventi diritto e comunque nel rispetto del 4% del numero totale dei dipendenti. L’ammontare della forza lavoro da prendere in considerazione è quella presente all’inizio dell’anno di riferimento.

Le richieste di anticipazione del TFR devono essere soddisfatte dall’azienda nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, a meno che il CCNL applicato non disponga diversamente.

Contratti collettivi e prassi aziendali o accordi individuali.

Il CCNL applicato (o il contratto aziendale) può prevedere ulteriori casistiche per l’anticipo del TFR.

Infine gli usi aziendali o gli accordi individuali azienda – dipendente possono prevedere condizioni di maggior favore relative alle causali, alla percentuale massima erogabile, all’anzianità di servizio, al numero di richieste cui dar corso.

Riepilogo dei requisiti minimi e delle motivazioni ammissibili

Requisiti minimi per richiedere l’anticipo TFR:

  • Rapporto di lavoro subordinato continuativo da almeno otto anni, dunque stesso datore di lavoro;
  • Misura massima del 70% dell’importo del TFR maturato in azienda;
  • Una sola possibilità di richiesta
Ipotesi Ammissibilità dell’anticipazione
Acquisto con accensione di un mutuo ipotecario quando la somma, anche residua, sia di importo superiore o equivalente a quanto si intende richiedere a titolo di anticipazione
Riscatto di abitazione già occupata ad altro titolo
Acquisto del suolo allo scopo di costruire l’abitazione
Acquisto della casa per il figlio, effettuato non dal lavoratore richiedente ma dal figlio stesso
Ristrutturazione della casa già di proprietà del lavoratore No
Copertura di debiti contratti dal lavoratore per:
– pagamento del prezzo della casa No
– evitare l’espropriazione forzata della casa di proprietà No
Il lavoratore è già proprietario di:
– immobili non costituenti casa di abitazione
– altre case d’abitazione, date in locazione a familiari o a terzi, o acquistate a titolo d’investimento in località residenziali No
Assenza del requisito della piena proprietà del bene (usufrutto da parte del comproprietario o del nudo proprietario dell’immobile) No
Acquisto effettuato dal coniuge del lavoratore No
Sì, se sussiste il regime di comunione legale