Giovani (età per il lavoro)

I minori, pur non avendo la capacità di agire, che si acquisisce per legge al compimento del 18° anno di età hanno capacità lavorativa, cioè la capacità giuridica di essere parte di un rapporto di lavoro, che si acquisisce con il raggiungimento dell’età minima per l’accesso al lavoro.

La loro ammissione al lavoro è subordinata alla sussistenza delle seguenti condizioni:

  1. compimento dei 16 anni, età minima per l’accesso al lavoro. È prevista un’eccezione per gli adolescenti che hanno compiuto 15 anni i quali possono stipulare esclusivamente un particolare tipo di contratto di apprendistato
  2. assolvimento dell’obbligo scolastico.

Esempio

Tizio ha 16 anni e può essere ammesso al lavoro avendo effettuato il seguente percorso formativo:

– 5 anni di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni di età);

– 3 anni di scuola secondaria di primo grado (fino a 14 anni di età);

– 1 anno di liceo linguistico (fino a 15 anni di età);

– 1 anno di apprendistato.

Cominciare a lavorare ad un’età molto giovane, cioè prima dei 18 anni, lo si dovrà fare a condizioni particolari.

Certe mansioni, infatti, sono vietate ai minori, in questo caso per motivi di sicurezza. In particolare, i minorenni non possono svolgere dei processi e delle lavorazioni che presuppongano un contatto con agenti pericolosi.

L’orario di lavoro per i minorenni che decidono di cominciare a lavorare viene stabilito dai contratti nazionali di categoria.

Ci sono, però, dei limiti imposti dalla legge.

Ad esempio, e sempre che il Ccnl non dica il contrario, non devono essere superate le 8 ore giornaliere e le 40 ore settimanali.

Per quanto riguarda il lavoro notturno, di norma è vietato per i minori. Spetta un periodo di riposo protetto di almeno 12 ore tra le 22 e le 6 o tra le 23 e le 7 indipendentemente dalle ore lavorate durante il giorno.

C’è un’eccezione che riguarda i minori con almeno 16 anni di età: possono essere impiegati in lavori notturni ma solo per il tempo strettamente necessario e per cause di forza maggiore che possano compromettere il funzionamento dell’azienda, a patto che:

  • non ci siano dei lavoratori adulti disponibili a svolgere quell’attività in quell’orario;
  • vengano concessi al minore dei periodi di riposo compensativo entro 3 settimane.

Il datore di lavoro è tenuto in questi casi a darne immediata comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro.

I minori non possono lavorare senza interruzione per più di 4 ore e mezza o 3 ore se l’attività è particolarmente gravosa o pericolosa): trascorso questo periodo di tempo hanno diritto ad un’ora di riposo intermedio.

Il Ccnl può ridurre durata di questo riposo a patto che l’Ispettorato ne sia a conoscenza, come nei settori del turismo e del tessile.