Calcolo dell’imposta nel periodo di paga

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, è obbligato ad effettuare una ritenuta alla fonte, a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, contestualmente all’erogazione dello stipendio.
La ritenuta sui compensi ordinari
La ritenuta da operare va calcolata con criteri diversi a seconda della natura delle somme corrisposte; per la tassazione degli emolumenti ordinari occorre innanzitutto individuare il periodo di paga, facendo riferimento al sistema periodico di pagamento delle retribuzioni, secondo le norme legislative, regolamentari e contrattuali.
Calcolo dell’imposta nel periodo di paga
La tassazione si effettua in via provvisoria in ciascun periodo di paga in cui si eroga il compenso, sommando tutti i redditi che vengono corrisposti nelle stesso periodo e successivamente, in via definitiva, attraverso il conguaglio, che può essere di fine anno o di fine rapporto, tenendo conto dei compensi complessivamente corrisposti nell’anno o nel minor periodo.
Nel periodo di paga, ai fini della tassazione occorre:
1) Sommare tutti gli importi ed i valori percepiti dal lavoratore nel periodo di paga.
Per individuare il periodo di paga relativo ai “valori” (retribuzione in natura) occorre fare riferimento al momento in cui il bene o il servizio esce dalla disponibilità dell’erogante per entrare nel compendio patrimoniale del percettore (ad esempio, momento del pagamento del premio di una polizza infortuni extraprofessionali in favore del dipendente).
2) Ragguagliare gli scagioni annui di reddito al periodo di paga.
Se il periodo di paga è mensile, si dividono pertanto gli scaglioni per dodici e su ciascun scaglione così ottenuto si applicano le aliquote corrispondenti.

Tab. 1 – ALIQUOTE E SCAGLIONI – In vigore dal 1° gennaio 2007 Calcolo dell’imposta annua e mensile al lordo delle detrazioni
REDDITO ANNUO
ALIQUOTA DA APPLICARE
CORRETTIVO DA DETRARRE (1)
Fino a 15.000,00

da 15.000,01 a 28.000,00

da 28.000,01 a 55.000,00

da 55.000,01 a 75.000,00

oltre 75.000,00

23%

27%

38%

41%

43%

€ 600,00

€ 3.680,00

€ 5.330,00

€ 6.830,00

REDDITO MENSILE
ALIQUOTA DA APPLICARE
CORRETTIVO DA DETRARRE (1)
Fino a 1.250,00

da 1.250,01 a 2.333,33

da 2.333,34 a 4.583,33

da 4.583,34 a 6.250,00

oltre 6.250,00

23%

27%

38%

41%

43%

€ 50,00

€ 306,67

€ 444,17

€ 569,17

(1) Per il calcolo rapido dell’imposta, a fianco delle aliquote da applicare è riportato il valore del correttivo da detrarre al prodotto ottenuto.

3) Ottenuta, nel modo suindicato, l’imposta lorda, si sottraggono da questa le detrazioni spettanti al lavoratore nello stesso periodo di paga.
Il risultato è l’imposta netta da trattenere al dipendente nel mese (in dettaglio si veda Esempio A).

Esempio – CALCOLO CONTRIBUTO SOLIDARIETA’ E RICONOSCIMENTO DEDUZIONE
Reddito complessivo
350.000 € –
Contributo solidarietà calcolato sulla parte eccedente i 300.000

€(350.000 – 300.000) = 50.000 x 3% = 1.500

1.500 € =

4) Calcolare e riconoscere il credito per lavoro dipendente e assimilato, eventualmente spettante nel periodo di paga.
La tassazione durante l’anno ha carattere provvisorio, in quanto l’imposta sugli emolumenti ordinari è dovuta per anno solare. Pertanto occorre poi ricalcolare quanto effettivamente dovuto in occasione della fine dell’anno o della fine del rapporto, applicando però questa volta gli scaglioni annui e sottraendo le detrazioni annue, nonchè il credito per lavoro dipendente e assimilato, complessivamente spettanti.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’- In vigore dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2016

Qualora il reddito complessivo sia superiore a 300.000 euro, è dovuto un contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito che eccede il predetto importo di 300.000 euro.
Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo prodotto nello stesso periodo d’imposta cui si riferisce il contributo di solidarietà medesimo.
La previsione di deducibilità del contributo di solidarietà, comporta come conseguenza che l’effettivo prelievo fiscale aggiuntivo, rispetto alle ordinarie aliquote, sia inferiore al 3%, in quanto, trattandosi di contribuenti la cui aliquota marginale si attesta al 43%, gli stessi avranno un risparmio del 43% sulla parte del contributo del 3% deducibile dal reddito.
Per quanto riguarda i redditi di lavoro dipendente e “assimilati è il sostituto d’imposta, all’atto dell’effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno, a determinare il contributo di solidarietà. Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sui redditi oggetto delle operazioni di conguaglio di fine anno, è sempre il sostituto d’imposta che deve riconoscere la deduzione dell’importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà.
Tale ultimo importo sarà indicato nel CUD. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro in corso dell’anno, il sostituto d’imposta è tenuto solamente ad evidenziare nel CUD l’obbligo per il dipendente di presentare la dichiarazione dei redditi al fine di autoliquidare il contributo di solidarietà.
Ne consegue che, in tale ultima ipotesi, il contribuente sarà sempre tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi al fine di determinare il contributo di solidarietà dovuto, a meno che il contribuente non instauri nel medesimo anno un nuovo rapporto di lavoro con un diverso sostituto d’imposta e consegni a quest’ultimo la certificazione rilasciata dal precedente datore di lavoro.
In sede di conguaglio il sostituto d’imposta dovrà:

  • calcolare sulla parte di reddito eccedente i 300.000 euro il contributo del 3%,
  • dedurre il suddetto importo dall’imponibile,
  • determinare in tal modo l’imponibile fiscale effettivo utile ai fini della determinazione dell’imposta.
Esempio – CALCOLO CONTRIBUTO SOLIDARIETA’ E RICONOSCIMENTO DEDUZIONE
Reddito complessivo
350.000 € –
Contributo solidarietà calcolato sulla parte eccedente i 300.000

€(350.000 – 300.000) = 50.000 x 3% = 1.500

1.500 € =
Reddito imponibile al netto del contributo di solidarietà
348.500 €

LE DETRAZIONI D’IMPOSTA

Dopo aver determinato l’imposta ai fini IRPEF, attraverso il calcolo dell’aliquota progressiva, il lavoratore ha diritto ad una serie di “sconti” sulle imposte da pagare, legate al tipo di reddito che possiede ed ai familiari a suo carico.
Non si tratta, tranne in alcuni casi, di importi in cifra fissa, bensì di “detrazioni teoriche”, spettanti a seconda del reddito complessivo del contribuente, per la parte corrispondente al risultato di specifici rapporti matematici.
Neutralità del reddito relativo all’abitazione principale al fine del calcolo delle detrazioni “per lavoro dipendente e assimilato” e per carichi di famiglia in vigore dal 1° gennaio 2007
Con decorrenza dal 2007, che, ai fini delle detrazioni “per lavoro dipendente ed assimilato” e per carichi di famiglia, il reddito complessivo è assunto al netto di quello derivante dalla prima casa adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze.
Pertanto gli importi del reddito complessivo annuo, indicati nelle tabelle successive, devono intendersi al netto del suddetto reddito.
1) detrazioni per lavoro dipendente e “assimilato”
La detrazione spetta se alla formazione del reddito complessivo concorrono:

  • Redditi di lavoro dipendente, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a) (Pensioni di ogni genere ed assegni ad esse equiparati).
  • Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente quali, ad esempio:

a) le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità
b) i redditi derivanti da borse di studio, assegni, premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale
c) da contratti di collaborazione coordinata e continuativa
La detrazione, in ogni caso, spetta se il reddito complessivo del lavoratore è pari agli importi indicati nella tabella seguente e va rapportata al periodo di lavoro nell’anno.

Tab. 2 – LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATO: DETRAZIONE in vigore dal 1° gennaio2014
REDDITO COMPLESSIVO ANNUO
DETRAZIONE ANNUA E FORMULA DI CALCOLO
Fino a 8.000,00
1.880,00- Per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, la detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro (1).- Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, la detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro (1).
Oltre 8.000,00e fino a 28.000,00
978,00 + [902,00 x (28.000,00 – Reddito complessivo) : 20.000,00]
Oltre 28.000,00e fino a 55.000,00
978,00 x [(55.000,00 – Reddito complessivo) : 27.000,00]

ATTENZIONE
La detrazioni prevista nella lettera a) è in cifra fissa.
Nel caso previsto alla lettera b), a seconda del reddito complessivo, l’importo di 978,00 euro annui è aumentato di una somma variabile, ottenuta con la formula indicata nella tabella.
Nel caso previsto nella lettera c), invece, per determinare l’importo della detrazione effettivamente spettante, si dovrà risolvere il rapporto matematico indicato nella formula e moltiplicare il risultato ottenuto (“rapporto di detrazione”, da assumere nelle prime quattro cifre decimali) per la corrispondente detrazione “teorica”.

2) Detrazioni per carichi di famiglia

Le detrazioni per carichi di famiglia spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono (coniuge, figli, ed altre persone) possiedono un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui, al lordo degli oneri deducibili.
Non concorrono a formare il reddito di 2.840,51 euro, i redditi soggetti a tassazione separata, i redditi esenti, i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta ed i redditi soggetti ad imposta sostitutiva.
Si devono però computare, ai fini del raggiungimento del limite di 2.840,51 euro, le retribuzioni corrisposte da enti ed organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche, consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti centrali della Chiesa Cattolica.
Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. Ad esempio se il figlio nasce il 24 ottobre, la quota mensile spetta per intero per il mese di ottobre ed ovviamente per i mesi successivi. Ugualmente, se il lavoratore viene assunto nel corso del mese, avrà diritto per intero alle quote mensili delle detrazioni per carichi familiari.

a) Detrazione per coniuge
La detrazione spetta per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, che non possiede redditi superiori a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili e varia in base al reddito complessivo.

Tab. 3 – CONIUGE A CARICO: DETRAZIONE BASEIn vigore dal 1° gennaio 2007
REDDITO COMPLESSIVO ANNUO
DETRAZIONE ANNUA e FORMULA DI CALCOLO
Fino a 15.000,00
800,00 – [110,00 x (Reddito complessivo : 15.000,00)]
Oltre 15.000,00 e fino a 40.000,00
690,00
Oltre 40.000,00 e fino a 80.000,00
690,00 x [(80.000,00 – Reddito complessivo) : 40.000,00]
ATTENZIONE Nel caso previsto al numero 1), a seconda del reddito complessivo, l’importo di 800,00 euro annui è diminuito di una somma variabile, ottenuta con la formula indicata nella tabella.La detrazione prevista al numero 2) è in cifra fissa (690,00 euro annui).Nel caso previsto al numero 3), invece, per determinare l’importo della detrazione effettivamente spettante, si dovrà risolvere il rapporto matematico indicato nella formula e moltiplicare il risultato ottenuto (“rapporto di detrazione”) per la corrispondente detrazione “teorica”.Nei casi previsti al numero 1), se il rapporto ottenuto dalla formula è uguale a uno (vale a dire quando il reddito complessivo è pari a 15.000,00 euro) la detrazione compete nella misura di 690 euro. Nei casi previsti ai numeri 1) e 3), se i rapporti ottenuti sono uguali a zero, la detrazione non compete.Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali. Nei casi, ricompresi al numero 2), di reddito complessivo oltre 29.000,00 e fino a 35.200,00, la detrazione spettante è aumentata di un importo aggiuntivo, in cifra fissa, che deve essere assunto nell’intero ammontare indicato di seguito, senza essere rapportato al periodo in cui il coniuge è stato a carico.
Tab. 4 – CONIUGE A CARICO: DETRAZIONE AGGIUNTIVA IN CIFRA FISSAPer redditi oltre 29.000,00 e fino a 35.200,00In vigore dal 1° gennaio 2007
REDDITO COMPLESSIVO ANNUO
DETRAZIONE ANNUA
Oltre 29.000,00 e fino a 29.200,00
10,00
Oltre 29.200,00 e fino a 34.700,00
20,00
Oltre 34.700,00 e fino a 35.000,00
30,00
Oltre 35.000,00 e fino a 35.100,00
20,00
Oltre 35.100,00 e fino a 35.200,00
10,00

b) Detrazione per figli
La detrazione spetta, indipendentemente dall’età e dalla convivenza con il genitore richiedente, per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, che non possiedono redditi superiori a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili e varia a seconda della tipologia dei figli ed al loro numero.
Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali (mancanza “fisica” o “giuridica”) e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applica, se più conveniente, la detrazione prevista per il coniuge a carico e per gli altri figli la detrazione prevista per gli stessi.
Dal 1° gennaio 2007 sono cambiate le modalità per ripartire la detrazione tra i genitori, in quanto viene meno la possibilità da parte degli stessi di scegliere liberamente e senza vincoli come suddividerne il carico.
La regola base è che la detrazione per figli sia ripartita al 50% tra i genitori, con delle eccezioni,  e precisamente:
Se un coniuge è a carico dell’altro la detrazione è riconosciuta al 100% in favore del coniuge che ha l’altro a suo carico.
Se i coniugi si sono preventivamente accordati, la detrazione è fruita al 100% dal genitore che possiede il reddito più elevato.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, a meno che non sia stato stipulato un accordo di tipo diverso, al fine di ripartire la detrazione nella misura del 50% ovvero di attribuire l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.
In caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartita al 50% tra i genitori, a meno che non sia stato stipulato un accordo di tipo diverso, al fine di attribuire l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.
Se il genitore affidatario oppure, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non può usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito (cd. “incapienza”), la stessa può essere fruita dall’altro genitore, previa intesa fra gli stessi. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione effettivamente spettante ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa.

Tab. 5 – FIGLI A CARICO: DETRAZIONI (1) In vigore dal 1° gennaio 2013
TIPOLOGIA
DETRAZIONE ANNUA TEORICA
FORMULA DI CALCOLO per DETRAZIONE ANNUA EFFETTIVA
Per ciascun figlio
950,00
Un solo figlio95.000,00 – Reddito complessivo : 95.000,00Più di un figlio(2)(95.000,00 + 15.000,00 per ogni figlio successivo al 1°) – Reddito complessivo : (95.000,00 + 15.000,00 per ogni figlio successivo al 1°)
Per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni
1.220,00
Per ciascun figlio portatore di handicap (3)
più 400,00
Contribuenti con più di tre figli
più 200,00 per ciascun figlio (2)
(1) Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applica, se più conveniente, la detrazione prevista per il coniuge e per gli altri figli la detrazione prevista per gli stessi.(2) Le maggiorazioni spettanti in ragione del numero dei figli (detrazione teorica annua aumentata di € 200,00 per ciascun figlio, nel caso si contribuenti con più di tre figli e formula di calcolo aumentata di € 15.000,00 per ogni figlio successivo al primo) si applicano per l’intero anno, a prescindere dal momento in cui si verifica l’evento che dà diritto alla maggiorazione stessa (3) Spetta per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Per determinare l’importo della detrazione effettivamente spettante, si dovrà risolvere il rapporto matematico indicato nelle formule e moltiplicare il risultato ottenuto (“rapporto di detrazione”) per le corrispondenti detrazioni “teoriche”.
Se il rapporto ottenuto dalle formule è pari a zero, minore di zero o uguale a 1 (vale a dire quando il reddito complessivo è pari a zero), le detrazioni non competono.
Negli altri casi, per determinare la detrazione effettivamente spettante si computano le prime quattro cifre decimali.
Ulteriore detrazione per contribuenti con almeno 4 figli
La legge Finanziaria 2008, ha previsto, per i contribuenti con almeno 4 figli, un’ulteriore detrazione per carichi di famiglia, pari a 1.200 euro annui.
La detrazione di 1.200,00 euro spetta per intero, a prescindere dal reddito complessivo del contribuente e va ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.
Se un coniuge è fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione è riconosciuta al 100% in favore del coniuge che ha l’altro a suo carico.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice ed i genitori, a differenza di quanto previsto per le “ordinarie” detrazioni per figli a carico, non possono stipulare accordi di tipo diverso per ripartire la misura del carico.
L’ulteriore detrazione di 1.200,00 euro rappresenta un beneficio fisso ed unitario per le famiglie con almeno 4 figli e pertanto non aumenta in presenza di un numero di figli superiori a quattro; tale detrazione va, però, riconosciuta sempre per l’intero anno, senza quindi alcun riproporzionamento ai mesi, anche se la presenza di almeno 4 figli sussiste solo per una parte dell’anno.
La detrazione di 1.200,00 euro, tuttavia, essendo definita dalla norma “ulteriore”, spetta solo nel caso in cui si abbia diritto alle “ordinarie” detrazioni per figli a caro.
Se tale detrazione è superiore all’imposta lorda diminuita delle detrazioni per carichi di famiglia, per lavoro dipendente ed assimilato, per oneri e 16 per canoni di locazione, nonché delle detrazioni previste da altre disposizioni normative, è riconosciuto un credito pari alla quota di detrazione eccedente l’imposta.
Il credito dovrà essere riconosciuto dal sostituto d’imposta, rapportandolo al periodo di paga (quindi mensilmente se il periodo di paga è mensile), fino a capienza dell’ammontare complessivo delle ritenute disponibili nel medesimo periodo di paga, secondo le stesse regole applicabili per il riconoscimento dei crediti derivanti da assistenza fiscale.
La quota di credito eventualmente non attribuita, per incapienza del monte ritenute, dovrà essere riconosciuta nei mesi successivi.

Tab. 5 bis – CONTRIBUENTI CON ALMENO 4 FIGLI A CARICO: ULTERIORE DETRAZIONE (1) Con decorrenza dal 1° gennaio 2007
TIPOLOGIA
DETRAZIONE ANNUA
Contribuenti con più di tre figli
1.200,00
(1) L’ulteriore detrazione di 1.200,00 euro annui, prevista per i contribuenti con almeno quattro figli, spetta per intero, a prescindere dal reddito complessivo dei richiedenti, ma solo nel caso in cui si abbia diritto alle “ordinarie” detrazioni per figli a carico previste dall’art. 12 del Tuir.

c) Detrazione per altri familiari a carico
La detrazione spetta per ogni altra persona indicata nell’art. 433 c.c., vale a dire i genitori, gli ascendenti, i discendenti, i generi, le nuore, i suoceri, le suocere, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.
Essi si considerano a carico quando, oltre a non possedere redditi superiori a € 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, convivono con il contribuente, oppure percepiscono assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Tab. 6 – ALTRI FAMILIARI A CARICO: DETRAZIONE TEORICAIn vigore dal 1° gennaio 2007
DETRAZIONE ANNUA
FORMULA DI CALCOLO
750,00
[(80.000,00 – Reddito complessivo) : 80.000,00]

L’importo “teorico” della detrazione, da ripartire pro quota (vale a dire in misura uguale tra gli aventi diritto) tra coloro che ne hanno diritto, è pari ad 750,00 euro annui; per determinare l’importo della detrazione effettivamente spettante, si dovrà risolvere il rapporto matematico indicato nella suddetta formula e moltiplicarlo per la corrispondente detrazione “teorica”.
Se il rapporto ottenuto dalla formula è pari a zero, minore di zero o uguale a 1, la detrazione non compete.
Negli altri casi, per determinare la detrazione effettivamente spettante si computano le prime quattro cifre decimali.