Abbandono del posto di lavoro in caso di emergenze sul lavoro

Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie per la gestione delle emergenze, con particolare riguardo al primo soccorso, alla prevenzione incendi all’evacuazione e in caso di pericolo grave e immediato, stabilendo i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti.

Gli addetti al primo soccorso o alla prevenzione degli incendi devono essere in numero sufficiente rispetto alle dimensioni e ai rischi specifici dell’azienda; attualmente la loro designazione avviene senza particolari formalità.

Tali soggetti possono rifiutare l’incarico solo per giustificato motivo.

Lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso e di prevenzione incendi e di evacuazione, non implica che egli svolga tali compiti da solo, né che sia esonerato dal rispettare gli specifici obblighi che la legge (pone a suo carico.

In ogni caso, tutti i lavoratori devono essere informati in merito alle misure predisposte e ai comportamenti da adottare in caso di pericolo grave e immediato.

Inoltre, quando tale pericolo si concretizza e non può essere evitato, i lavoratori devono essere messi nella condizione di poter cessare la propria attività e mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro.

In tal caso – e fatte salve le eccezioni debitamente motivate – il datore di lavoro deve astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività.

In via generale, l’ordine di evacuazione o i comportamenti da adottare vengono dettati dal superiore gerarchico.

Tuttavia, in assenza di questi, il sistema di sicurezza aziendale (ad esempio, la segnaletica adottata) deve essere tale da garantire al lavoratore la possibilità di evitare le conseguenze del pericolo, facendo appello solo alle sue conoscenze e ai mezzi tecnici disponibili.

Inoltre il lavoratore che, di propria iniziativa, prenda misure per evitare le conseguenze del pericolo o che si allontani dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non commetta una grave negligenza.

Il datore di lavoro elabora delle procedure o un piano di emergenza (sulla base della valutazione del rischio incendio e del numero dei lavoratori) che indichino le azioni da mettere in atto, ad esempio, in caso di incendio, allagamento, fuga di gas, terremoto, infortunio o malore e che riportino le planimetrie con le indicazioni delle vie di fuga da utilizzare, le attrezzature antincendio, il punto di raccolta e le informazioni per permettere una facile evacuazione del luogo di lavoro.

Le planimetrie devono essere esposte in modo ben visibile nei locali aziendali.

Eventuali deficienze o inopportunità delle procedure ed utili suggerimenti migliorativi possono essere individuati attraverso le simulazioni di emergenza e le esercitazioni pratiche.

Se l’azienda si trova in uno stabile occupato anche da altre aziende, il datore di lavoro deve elaborare un piano di emergenza “coordinato” con gli altri soggetti che possono essere coinvolti.