Volontariato e cooperazione internazionale

La regolamentazione della cooperazione dell’Italia con i paesi in via di sviluppo è contenuta nella L. 26.2.1987, n. 49. La cooperazione allo sviluppo è parte integrante della politica estera dell’Italia e persegue obiettivi di solidarietà tra i popoli e di piena realizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo.

L’attività di cooperazione allo sviluppo è finanziata a titolo gratuito e con crediti a condizioni particolarmente agevolate. Rientrano in tale nozione l’elaborazione di studi, la progettazione, la fornitura e costruzione di impianti, infrastrutture, attrezzature e servizi, la realizzazione di progetti di sviluppo; l’impiego di personale qualificato per compiti di assistenza tecnica, amministrazione e gestione, valutazione e monitoraggio dell’attività di cooperazione allo sviluppo; la formazione professionale e la promozione sociale di cittadini dei Paesi in via di sviluppo in loco, in altri Paesi in via di sviluppo e in Italia e la formazione di personale italiano destinato a svolgere attività di cooperazione allo sviluppo e così via.

Il personale. Il personale addetto alla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo è costituito da:

  1. a) personale del Ministero degli affari esteri;
  2. b) magistrati ordinari o amministrativi, avvocati dello Stato, comandati o nominati con le modalità previste dagli ordinamenti delle rispettive istituzioni, nel limite massimo di sette unità;
  3. c) esperti e tecnici assunti con contratto di diritto privato;
  4. d) personale dell’amministrazione dello Stato, degli enti locali e di enti pubblici non economici posto in posizione di fuori ruolo o di comando;
  5. e) funzionari esperti, di cittadinanza italiana, provenienti da organismi internazionali nei limiti di un contingente massimo di trenta unità, assunti dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.

Missione.  il personale inviato in missione all’estero per periodi superiori a quattro mesi in relazione a progetti di cooperazione allo sviluppo è tratto dalle seguenti categorie:

  1. a) personale di ruolo dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dagli enti locali, da enti pubblici non economici o altro personale di ruolo comandato presso la DG per la cooperazione allo sviluppo;
  2. b) personale a contratto;
  3. c) personale assunto dal Ministero degli affari esteri con contratto di diritto privato a tempo determinato

Tale personale non può percepire nel Paese di impiego alcuna integrazione al trattamento economico corrisposto dall’amministrazione italiana.

Doveri del personale. Il personale inviato all’estero per compiti di cooperazione è tenuto ad assolvere le mansioni ad esso affidate in modo conforme alle finalità della legge e agli obblighi contrattualmente assunti. Esso non può in alcun caso essere impiegato in operazioni di polizia o di carattere militare. Il capo della rappresentanza diplomatica italiana competente per territorio sovrintende al corretto svolgimento delle attività di detto personale, anche ai fini amministrativi e disciplinari, fatta salva la normativa di stato propria di ciascun dipendente, che resta regolata dagli ordinamenti delle amministrazioni di rispettiva appartenenza.

Attestato finale. Al termine del servizio il Ministero degli affari esteri, su richiesta degli interessati, provvede a rilasciare al personale che ha prestato servizio di cooperazione un apposito attestato da cui risultino la regolarità, la durata e la natura del servizio prestato. Tale attestato costituisce titolo preferenziale di valutazione, equiparato a servizio presso la pubblica amministrazione:

  1. a) nella formazione delle graduatorie dei pubblici concorsi per l’ammissione alle carriere dello Stato o degli enti pubblici;
  2. b) nell’ammissione agli impieghi privati, compatibilmente con le disposizioni generali sul collocamento.

Il periodo di servizio è computato per l’elevazione del limite massimo di età per la partecipazione ai pubblici concorsi.

Salvo più favorevoli disposizioni, le attività di servizio prestate in un Paese in via di sviluppo, sono riconosciute ad ogni effetto giuridico equivalenti ad analoghe attività professionali di ruolo prestate nell’ambito nazionale, in particolare per l’anzianità di servizio, per la progressione della carriera, per il trattamento di quiescenza e previdenza e per l’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio.

Dipendenti pubblici. Il personale dello Stato o di enti pubblici non economici o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, può essere utilizzato nei limiti dei contingenti determinati con decreto del Ministro degli affari esteri. Nei limiti di tali contingenti, il personale di cui sopra è messo a disposizione della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. La messa a disposizione dei magistrati ordinari è disposta dal Consiglio superiore della magistratura.

 

Durante il collocamento a disposizione detto personale continua a percepire gli assegni fissi e continuativi spettanti per l’intero a carico dell’amministrazione o dell’ente di appartenenza, a eccezione delle quote di aggiunta di famiglia, della indennità integrativa speciale, delle indennità inerenti a specifiche funzioni e incarichi ovvero connesse a determinate condizioni ambientali, e comunque degli emolumenti legati all’effettiva prestazione del servizio in Italia.

La durata di ogni incarico non può essere inferiore a 4 mesi né superare i 4 anni e deve essere indicata nei decreti di collocamento a disposizione; solo in caso di comprovate necessità del programma di cooperazione nel quale il personale è impegnato, può essere disposta la proroga del predetto termine quadriennale da parte del Comitato direzionale.

Decorso tale termine, nessun nuovo incarico può essere conferito alla medesima persona ai sensi del presente articolo se non per un programma diverso da quello precedentemente svolto.

Dipendenti di enti pubblici. Gli enti pubblici, previo nulla osta delle amministrazioni vigilanti, compresi le strutture del SSN, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e gli istituti zoo profilattici sperimentali, possono collocare in aspettativa, per un periodo non superiore all’incarico, personale dipendente, da essi autorizzato all’espletamento di compiti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Il personale collocato in aspettativa ha diritto agli assegni di cui all’articolo 21 a carico dell’amministrazione di appartenenza.

Solo per il personale delle istituzioni sanitarie, l’intero onere relativo a tali assegni – comprese le indennità di aggiornamento e di rischio, ad esclusione di ogni altra indennità che si considera assorbita dall’indennità di servizio all’estero – è assunto dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. Detto personale conserva altresì il diritto alle prestazioni assistenziali e previdenziali, i cui contributi sono rimborsati dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo all’amministrazione di appartenenza.

Equiparazione del servizio all”estero a quello di istituto.  Salve diverse disposizioni della legge regolatrice, il servizio prestato in Paesi in via di sviluppo dal personale di cui alla lettera a) dell’articolo 17 (ossia il personale di ruolo dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dagli enti locali, da enti pubblici non economici o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo) è equiparato a tutti gli effetti giuridici, ivi compresi quelli relativi alla progressione di carriera e al trattamento di quiescenza, al servizio di istituto prestato nell’ambito delle rispettive amministrazioni di appartenenza.

Nei confronti dello stesso personale si applica inoltre la disposizione dell’articolo 144, co. 2, D.P.R. 5.1.1967, n. 18, relativa al computo del servizio prestato in residenze disagiate e particolarmente disagiate ai fini del trattamento di quiescenza. Ai fini degli aumenti periodici di stipendio ogni trimestre completo di servizio prestato all’estero è valutato con la maggiorazione di un terzo.

Tali disposizioni si applicano anche agli insegnanti e al personale docente di volo di ogni ordine e grado, che sia destinato a prestare servizio in scuole che funzionino nei Paesi suddetti o che dipendano da tali Paesi e da organismi o enti internazionali.

Il servizio di insegnamento effettuato in un Paese in via di sviluppo è considerato, in relazione al grado documentato dell’insegnamento prestato, come titolo valutabile ad ogni effetto di legge e ai fini dei concorsi per l’insegnamento negli istituti e scuole di istruzione di pari grado in Italia, qualora il personale interessato sia in possesso dei requisiti richiesti dall’ordinamento italiano per tale insegnamento.

Trattamento economico all’estero:

  1. a) personale di ruolo dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dagli enti locali, da enti pubblici non economici o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo;
  2. b) personale a contratto di cui all’articolo 12 e quello previsto dall’articolo 16, comma 1, lettera e);

percepisce, durante il servizio all’estero, oltre allo stipendio e agli assegni fissi e continuativi previsti per l’interno, una indennità di servizio all’estero stabilita con decreto del Ministro degli affari esteri. Tale decreto determina altresì ogni altra competenza e provvidenza.

Nel determinare l’ammontare complessivo della retribuzione, il Ministro degli affari esteri farà riferimento, per quanto possibile, ai parametri retributivi adottati al riguardo dal Fondo europeo di sviluppo della Comunità economica europea per il personale omologo impiegato nei programmi di sviluppo.

Spese di viaggio. Al personale di ruolo e a quello a contratto spetta un congedo ordinario nella misura prevista dai rispettivi ordinamenti, e comunque non inferiore a trentasei giorni all’anno. Durante il congedo ordinario è corrisposta l’indennità di servizio estero.

Al personale spetta il rimborso delle spese di viaggio e trasporto degli effetti per sé e, qualora il servizio sia di durata superiore a otto mesi, anche per i familiari a carico. La misura e le modalità del rimborso sono stabilite con decreto del Ministro degli affari esteri.

Trattamento economico e assicurativo. Il personale assunto dal Ministero degli affari esteri con contratto di diritto privato a tempo determinato fruisce del trattamento economico spettante per le diverse qualificazioni. Tale personale è iscritto, a carico dell’amministrazione o dell’ente assuntore alle assicurazioni per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, nonché all’assicurazione per le malattie, limitatamente alle prestazioni sanitarie. I contributi per le assicurazioni sono commisurati ad apposite retribuzioni convenzionali, da stabilirsi con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro degli affari esteri.

Con apposita convenzione da stipulare con l’Istituto nazionale delle assicurazioni, l’amministrazione o l’ente assuntore provvede inoltre ad assicurare la liquidazione di un equo indennizzo per lesioni della integrità fisica derivanti da infortuni occorsi o da infermità contratte durante il servizio o per causa di servizio, nonché di una indennità per il caso di morte durante il servizio o per causa di servizio, da corrispondere agli aventi diritto o, in mancanza di essi, ad altra persona designata dal dipendente a contratto.

Missioni inferiori a quattro mesi.  Il personale di ruolo dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dagli enti locali, da enti pubblici non economici o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, nonché esperti e tecnici qualificati designati allo scopo dal Direttore generale per la cooperazione allo sviluppo possono essere inviati all’estero per brevi missioni di durata inferiore a quattro mesi e per le finalità previste, con provvedimento adottato dall’amministrazione o ente di appartenenza d’intesa con il Ministero degli affari esteri o con decreto della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, nel quale viene determinata la qualificazione dell’esperto ai fini della corresponsione del relativo trattamento economico. L’ammontare dell’indennità è determinato con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, tenuto conto dei trattamenti previsti per le missioni.