PER QUALI FAMILIARI SI PUÒ CHIEDERE IL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE?

Il cittadino straniero può chiedere il ricongiungimento familiare per i seguenti familiari:

  1. a) coniuge, di età non inferiore ai diciotto anni e non legalmente separato, purchè non risulti già coniugato con un altro cittadino straniero regolarmente soggiornante nel territorio nazionale. Al coniuge è equiparato il partner dello stesso sesso unito civilmente, purchè maggiorenne e non legalmente separato
  2. b) figli minori, anche del coniuge, o nati fuori dal matrimonio, non coniugati a condizione che l’altro genitore, qualora sia esistente, abbia dato il suo consenso. Si considerano minori i figli di età inferiore ai 18 anni: i minori adottati, o affidati, o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. Tale condizione deve sussistere al momento della presentazione dell’istanza di ricongiungimento familiare.
  3. c) figli maggiorenni a carico che non possono provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita a causa dello stato di salute che comporta un’invalidità totale;
  4. d) genitori a carico qualora non abbiano altri figli nel Paese d’origine, oppure genitori ultrasessantacinquenni quando gli altri figli non possono provvedere al loro mantenimento per gravi e documentati motivi di salute. E’, inoltre, consentito il ricongiungimento del:

– genitore naturale del minore già regolarmente soggiornante in Italia con l’altro genitore

– genitore del minore non accompagnato a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato

Ove gli stati di cui alle lettere b), c) e d) non possano essere documentati in modo certo mediante certificati o attestazioni rilasciati da competenti autorità straniere, in ragione della mancanza di un’autorità riconosciuta, o comunque quando sussistono fondati dubbi sull’autenticità della predetta documentazione, le Rappresentanze diplomatiche, o consolari, provvedono al rilascio di certificazioni sulla base dell’esame del DNA (acido desossiribonucleico), effettuato a spese degli interessati.