DIPENDENTI PUBBLICI: DEDUCIBILITÀ DI PREMI E CONTRIBUTI ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Domanda

Il c. 156 della L. 205/2017 ha esteso ai dipendenti pubblici, dal 01/01/2018, la deducibilità dei premi e dei contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni di cui al D.Lgs. 252/2005. Riguardo le agevolazioni per i lavoratori di prima occupazione (non titolari di una posizione contributiva presso un ente di previdenza obbligatoria al 01/01/2007), non ci è chiaro come applicare la prevista agevolazione; in particolare non ci è chiaro quale sia la decorrenza da considerare. Il c. 6 dell’art. 8 del D.Lgs. 252/2005 fa riferimento ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche. Nel caso dei lavoratori pubblici, i cinque anni decorrono dal 01/01/18 o dalla data di iscrizione al fondo anche se precedente al 2018?

Risposta

La norma indicata dal gentile lettore prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, ai dipendenti pubblici si applichi il regime tributario vigente per i lavoratori dipendenti privati, con riferimento alla deducibilità dei premi e contributi versati in forme di previdenza complementare e alle relative prestazioni. Tale equiparazione opera, con la medesima decorrenza, anche nei confronti dei dipendenti pubblici già iscritti a forme pensionistiche complementari. Dalla suddetta equiparazione sono esclusi i soli premi ed i contributi inerenti gli anni precedenti il 2018 e i montanti delle prestazioni accumulate fino al 31 dicembre 2017; per tali fattispecie continua ad operare la disciplina precedentemente vigente. Si ritiene, pertanto, applicabile ai dipendenti pubblici in questione la disposizione concernente i lavoratori di prima occupazione con data di iscrizione anteriore al 2018 e successiva al 1° gennaio 2007 (a tali soggetti è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione alla previdenza complementare, dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro, pari alla differenza positiva tra 25.822,85 euro, pari al limite massimo massimo deducibile 5.164,57 x 5 anni, ed i contributi versati nei primi cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, per un importo comunque, non superiore a 2.582,29 euro annui). La circostanza è confermata dalla documentazione diffusa dai principali fondi pensionistici complementari del settore pubblico (ad es. il Fondo Perseo Sirio).