Incentivi alla previdenza complementare

Trattamento fiscale dei contributi.

I contributi versati alle forme di previdenza complementare, escluso il TFR, sono interamente deducibili dal reddito complessivo Irpef fino a un massimo di euro 5.164,57; ai fini dell’applicazione del limite massimo di deducibilità devono essere conteggiati anche gli eventuali contributi a carico del datore di lavoro nonché i contributi versati a favore dei soggetti fiscalmente a carico (art. 8, comma 6, D.Lgs. n. 252/2005).

Inoltre, nei 20 anni successivi al quinto anno di partecipazione a una forma pensionistica complementare, è consentito dedurre dal reddito complessivo i contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro per un importo pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche (viene tuttavia previsto un tetto massimo di 2.582,29 euro annui).

Trattamento fiscale delle prestazioni. Le prestazioni pensionistiche erogate in forma di capitale e rendita concorrono a formare il reddito imponibile solo per la parte che non è già stata assoggettata a tassazione durante la fase di accumulo.

Pertanto, sono esclusi i contributi non dedotti e i rendimenti già tassati. La parte imponibile delle prestazioni pensionistiche in qualsiasi forma erogata è tassata nella misura del 15%, che si riduce di una percentuale dello 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, sino a una riduzione massima pari al 6% (di conseguenza, dopo 35 anni di partecipazione si applica l’aliquota del 9%). Tali aliquote sono particolarmente favorevoli rispetto a quelle cui è soggetto il TFR lasciato in azienda, che corrispondono alla media cui sono state assoggettate le retribuzioni del lavoratore.

Trattamento fiscale delle anticipazioni. Le somme percepite a titolo di anticipazione e riscatto sono tassate unicamente per la parte già dedotta dal reddito o per quella non tassata.

Le anticipazioni percepite per sostenere spese sanitarie e le somme percepite a titolo di riscatto in caso di non occupazione, mobilità, cassa integrazione guadagni, invalidità e decesso, sono tassate nella misura del 15%, che si riduce di 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo.

Le anticipazioni percepite per altri motivi, come acquisto e ristrutturazione della prima casa, per altre esigenze del lavoratore nonché i riscatti per cause diverse da quelle sopra descritte, sono invece tassate nella misura fissa del 23%.