Finestre mobili per la pensione

Il decreto legge n. 4/2019 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni ha reintrodotto il meccanismo di differimento tra la data di maturazione dei requisiti e la prima decorrenza della pensione: le cosiddette finestre mobili. Vediamo come questo meccanismo si applica anche alla Quota 100, caso per caso.

Quota 100 privati

Dal 1° gennaio 2019 chi matura 62 anni e 38 anni di contributi, requisiti necessari per accedere alle Quota 100, può andare in pensione solo decorsi tre mesi dalla maturazione di tali requisiti. Chi al 31.12.2018 era già in possesso dei necessari requisti, potrà conseguire la pensione dal 1° aprile 2019. Nel frattempo il lavoratore potrà continuare a svolgere la sua attività.

Quota 100 nel pubblico

Per i lavoratori del pubblico impiego che accedono a Quota 100 la finestra mobile raddoppia a sei mesi, con prima decorrenza per chi ha maturato i requisiti entro il 29 gennaio 2019, al 1° agosto 2019.

Quota 100 comparto scuola

L’unica particolarità resta quella del settore scolastico e Afam, per questi lavoratori la decorrenza della pensione sarà il 1° settembre dell’anno in cui vengono raggiunti i requisiti. Per i lavoratori del comparto scuola che avranno maturato età previdenziale e anagrafica idonee per la quota entro il 31 dicembre 2019, la lettera di dimissioni dovrà essere presentata entro il 28 febbraio 2019.

Quota 100: slitta il TFS/TFR

Per i dipendenti pubblici che aderiscono alla Quota 100 slitta l’erogazione della prima rata del TFS/TFR per effetto dell’articolo 23 del decreto che stabilisce che la prima rata della buonuscita agli statali venga pagata soltanto al momento in cui sarebbero maturati i requisiti previsti dalla legge Fornero precedenti all’entrata in vigore del decreto legge, o al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata, al netto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita.

In attesa del TFS/TFR la norma prevede la possibilità per tutti i lavoratori richiedere come prestito bancario una quota dell’indennità di buonuscita, fino ad un importo massimo di 30mila euro.

Pensioni senza finestra mobile

Il meccanismo delle finestre mobili non si applica:

  • alla pensione anticipata contributiva per la quale sono richiesti 64 anni di età e 20 anni di contributi effettivi a condizione che l’importo della pensione sia non inferiore a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale;
  • alla pensione di vecchiaia che si matura con 67 anni di età e 20 anni di contributi a condizione che l’importo della pensione sia non inferiore a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale;
  • alla pensione di vecchiaia contributiva che si raggiunge con 71 anni di età e 5 anni di contributi effettivi;
  • alla pensione di vecchiaia lavori gravosi che si matura con 66 anni e 7 mesi di età, unitamente a 30 anni di contributi a condizione che l’importo della pensione risulti non inferiore a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale;
  • all’APe volontario, che si raggiunge con 63 anni di età e 20 di contributi, purché non manchino più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia;
  • APe Sociale, che si raggiunge con 63 anni di età e 30 di contributi (36 anni per gli adetti a mansioni gravose)
  • alla pensione prevista per i lavori usuranti.