Immigrati – ingresso per lavoro casi particolari

Stage e addestramento formativo

E’ possibile rilasciare con particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri:

  • persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato
  • attività nell’ambito di un rapporto di tirocinio formativo funzionale al completamento di un percorso di formazione professionale

oppure

  • attività di addestramento sulla base di un provvedimento di trasferimento temporaneo o di distacco assunto dall’organizzazione dalla quale già dipendono i lavoratori stranieri.

Per le attività di tirocinio formativo non e’ richiesto un nulla-osta preventivo da parte di una Pubblica Amministrazione, ma il visto di ingresso per motivi di studio o formazione viene rilasciato nei limiti delle quote determinate ogni tre anni (entro il 30 giugno)

Alla richiesta di visto deve essere allegato:

  • il progetto formativo,
  • la convenzione tra l’azienda ospitante e l’ente promotore che deve prevedere a favore dello stagista una borsa lavoro, pari almeno all’importo dell’assegno sociale, e l’indicazione del luogo in cui alloggerà. Lo stage può avere una durata massima di 24 mesi.
  • Il permesso di soggiorno rilasciato per motivo di addestramento formativo non consente di svolgere altra attività lavorativa rispetto a quella autorizzata e non può essere convertito alla scadenza.

La domanda

Dopo aver fatto regolare ingresso nel territorio italiano, deve richiedere, entro otto giorni lavorativi, il rilascio del permesso di soggiorno elettronico attraverso la procedura del kit-postale.

Il permesso di soggiorno rilasciato per motivo di stage non consente di svolgere attività lavorativa ma può essere convertito, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo, dopo che lo stage si è concluso, ma nei limiti delle quote e previa stipula del contratto di soggiorno.

Infermieri professionali

Le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, sono legittimate all’assunzione degli infermieri, dotati dello specifico titolo riconosciuto dal Ministero della Salute, anche con contratto a tempo indeterminato, seguendo la specifica procedura.

Le società di lavoro interinale possono richiedere il nulla-osta per l’assunzione di tale personale previa acquisizione della copia del contratto stipulato con la struttura sanitaria pubblica o privata.

Le cooperative sono legittimate alla presentazione della richiesta di nulla-osta, qualora gestiscano direttamente l’intera struttura sanitaria, o un reparto o un servizio.

I titoli abilitanti conseguiti nei Paesi extracomunitari sono sottoposti, a norma del decreto del Ministero della Sanità del 18 giugno 2002, ad attività istruttoria da parte delle Regioni.

Il permesso di soggiorno

Il procedimento è ad istanza di parte, la richiesta deve essere presentata entro il termine di 8 giorni lavorativi dall’ingresso, pena il rifiuto del permesso e l’espulsione, salvo” che il ritardo sia dipeso da forza maggiore” (es. ricovero ospedaliero…).

Il permesso di soggiorno rilasciato agli infermieri professionali autorizzati all’ingresso può essere prorogato per un periodo non superiore a quello del rapporto di lavoro a tempo determinato e comunque non superiore a due anni.

Una persona arrivata in Italia per lavorare in qualità di infermiere professionale e che ha ottenuto un’autorizzazione e quindi un permesso di soggiorno a tempo determinato, se ottiene il rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato o comunque la proroga, può ottenere anche la proroga del titolo al soggiorno.

Vi è però una limitazione. È possibile rinnovare solo quel tipo di contratto di lavoro.

In altri termini, una persona che arriva in qualità di infermiere professionale può rinnovare il permesso di soggiorno solo se rinnova il contratto di lavoro per continuare a svolgere l’attività di infermiere professionale e non per svolgere attività diverse.

I relativi contratti di lavoro potranno essere stipulati solo in regime di diritto privato anche nel caso di assunzione presso strutture pubbliche.

In ogni caso, presupposto necessario perché sia autorizzato l’ingresso dall’estero e, comunque, per il lecito esercizio in Italia della professione di infermiere professionale è il riconoscimento del relativo titolo di studio da parte del Ministero della Sanità e la successiva iscrizione presso l’apposito Albo professionale.

In mancanza di ciò sia i diretti interessati che i loro datori di lavoro commetterebbero il reato di esercizio abusivo della professione.

Riconoscimento del titolo

La procedura di riconoscimento del titolo (analiticamente descritta nella circolare del Ministero della Sanità del 14 aprile 2000) deve essere attivata dallo stesso datore di lavoro interessato all’assunzione dall’estero o dal diretto interessato nel caso abbia già un regolare soggiorno in Italia e, sostanzialmente, si basa sulla valutazione del percorso di studi: non è quindi sufficiente il semplice diploma in quanto oltre ad esso dovrà essere tradotto e legalizzato presso la competente Rappresentanza consolare italiana anche l’intero programma di studi, con indicazione del monte-ore di ciascuna materia, per ogni anno di corso.

La domanda va indirizzata al Ministero della Sanità-Dipartimento Professioni Sanitarie, Risorse Umane e Tecnologiche-Ufficio II°, a Roma.

Allo scopo di semplificare la procedura per il riconoscimento dei titoli (che è identica anche per tutte le altre professioni così dette “parasanitarie”, quali logopedista, odontotecnico, ostetrico, ottico, tecnico di radiologia, fisioterapista, ecc, l’istruttoria delle pratiche direttamente agli uffici di alcune regioni che hanno sinora dato la disponibilità al riguardo, quindi le domande potranno essere presentate ai competenti uffici delle Regioni Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano.