Reddito di inclusione

REDDITO DI INCLUSIONE

abstract Dal 1° gennaio 2018 sarà in funzione il Reddito di inclusione (ReI), una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale condizionata alla valutazione della situazione economica e all’adesione a un progetto personalizzato di inclusione sociale lavorativa.

In attuazione della legge delega n. 33/2017 , il D.Lgs. n. 147/2017 ha instituito, dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI) che sostituisce il sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’assegno sociale di disoccupazione (ASdI). Si tratta di una misura finalizzata al sostegno delle famiglie povere attraverso l’erogazione sia di un beneficio economico, sia di una serie di servizi alla persona consistenti in un progetto personalizzato ovvero di un patto di servizio. I requisiti necessari per accedere al ReI sono di tre tipologie:

a) Requisiti di residenza e di soggiorno. Colui che richiede il ReI deve essere cittadino dell’Unione europea o familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria). Inoltre, deve risiedere in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Si ricorda che si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo sia pari o inferiore a euro 8.000 (lavoro dipendente) o euro 4.800 (lavoro autonomo). Lo svolgimento della prestazione di lavoro occasionale ex D.L. n. 50/2017 , non incide sullo stato di disoccupazione.

b) Requisiti familiari. Nel nucleo familiare deve essere almeno presente, sempre al momento della proposizione della domanda: un componente di età minore di anni 18, una persona con disabilità e almeno un suo genitore/tutore, una donna in stato di gravidanza accertata ovvero un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione involontaria da almeno tre mesi o abbia cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione.

c) Requisiti economici. Ai fini della verifica vale l’attestazione Isee in corso di validità (alla scadenza deve essere rinnovata pena la perdita del beneficio): se nel nucleo è presente un componente di età inferiore ad anni 18, si considera l’Isee minorenni. Per poter accedere al ReI il nucleo familiare del richiedente deve essere, per l’intera durata del beneficio, in possesso congiuntamente di:

un valore dell’Isee non superiore a euro 6.000;

un valore dell’Isre (ossia l’indicatore della situazione reddituale Isr dell’Isee diviso la scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni) non superiore a euro 3.000;

un patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a euro 20.000;

un patrimonio mobiliare non superiore a euro 6.000, importo maggiorato di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di euro 10.000.

L’Isee è fondato su una nozione di reddito disponibile per cui la sua componente reddituale (Isr) può essere pari a zero anche in presenza di un certo ammontare dei redditi. Per le famiglie che vivono in affitto, per esempio, si può detrarre il canone di locazione fino a euro 7.000, più euro 500 per ogni figlio successivo al secondo.

A titolo di esempio un nucleo di 4 componenti in affitto con canone di euro 500 mensili e un componente occupato con un reddito di euro 7.500 annui (il reddito da lavoro dipendente è considerato all’80%, con un abbattimento massimo di euro 3.000) avrebbe un Isr pari a zero.

Per accedere alla misura si richiede, infine, che nessun componente del nucleo familiare sia intestatario o abbia la piena disponibilità di autoveicoli/motoveicoli immatricolati la prima volta nei ventiquattro mesi antecedenti la richiesta (ad eccezione dei veicoli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità), ovvero sia intestatario o abbia disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.

Novità della legge di bilancio per il 2018

La legge di bilancio per il 2018, al momento all’esame delle aule parlamentari, prevede delle modifiche al ReI che ne amplieranno il campo di applicazione:

dal 1° luglio 2018 verranno meno tutti i requisiti familiari e, pertanto, la misura diventerà a tutti gli effetti universale;

dal 1° gennaio 2018 verranno meno gli specifici requisiti di disoccupazione richiesti ai soggetti disoccupati con età superiore ai 55 anni;

il tetto massimo del beneficio salirà del 10% a circa 534 euro al mese, ovvero circa 6.400 euro su base annua.

Durata e misura del beneficio

L’importo del ReI viene stabilito sulla base del “reddito disponibile”, comprensivo delle risorse a disposizione del nucleo familiare per soddisfare i bisogni di base e acquistare beni e servizi primari, come determinato sulla base dell’indicatore della situazione reddituale dell’Isee. Al reddito familiare si sottraggono le spese per l’affitto (fino a un massimo di 7 mila euro, incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo, come avviene per l’Isee) e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3 mila euro, come avviene per l’Isee). Il ReI sarà, quindi, proporzionale alla differenza tra il reddito familiare e una soglia (soglia reddituale d’accesso), pari per un singolo a 3 mila euro e riparametrata sulla base della numerosità familiare per mezzo della scala di equivalenza dell’Isee. In sede di prima applicazione, la soglia è considerata al 75%. Si veda la Tabella nell’apposita sezione di seguito.

Progetto personalizzato

Ai servizi sociali dei Comuni è demandato il compito di avviare progetti personalizzati di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, sulla base di una valutazione multidimensionale finalizzata a identificarne i bisogni, tenuto conto delle risorse e dei fattori di vulnerabilità, nonché dell’eventuale presenza di fattori ambientali e di sostegno. In particolare la valutazione concerne:

a) le condizioni personali e sociali;

b) la situazione economica;

c) la situazione lavorativa ed il profilo di occupabilità;

d) l’educazione, l’istruzione e la formazione;

e) la condizione abitativa;

f) le reti familiari, di prossimità e sociali.

Completata la valutazione multidimensionale del bisogno, entro 20 giorni viene definito un progetto personalizzato, che deve essere sottoscritto dai componenti il nucleo familiare. In mancanza di sottoscrizione del progetto, il ReI non può essere erogato (soltanto per il 2018, il beneficio economico verrà concesso per un periodo massimo di 6 mesi, anche in assenza della sottoscrizione del progetto). Se durante la fase di analisi preliminare emerge che la situazione di povertà è prioritariamente connessa alla mancanza di lavoro, il progetto personalizzato viene sostituito dal patto di servizio o dal programma di ricerca intensiva di occupazione. Il progetto, concernente l’intero nucleo familiare, prevede specifici impegni individuati dagli operatori sociali.

Nelle ipotesi di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti nel progetto, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applica:

la decurtazione di un quarto di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;

la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di seconda mancata presentazione;

la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, senza un giustificato motivo, alle iniziative di orientamento previste dal patto di servizio, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applica:

la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;

la decadenza dalla prestazione, nonché la decadenza dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Si verifica infine la decadenza dal beneficio e dallo stato di disoccupazione per gli interessati nelle ipotesi in cui, da parte anche di un solo componente il nucleo familiare, in assenza di giustificato motivo, si verifichi una mancata partecipazione alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad ogni altra iniziativa di politica attiva, ovvero la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua. Per le ipotesi di decadenza dal beneficio sopra riportate, il ReI può essere richiesto solo decorsi 6 mesi dalla data del provvedimento di decadenza.

Come ottenere il beneficio ed eventuali incompatibilità

Il modulo di domanda ReI è reperibile in rete presso i siti dell’Inps e del Ministero del lavoro (il fac-simile era allegato alla circolare Inps n. 172/2017 ) . In attesa dell’individuazione dei punti di accesso individuati dai Comuni, l’istanza – che vale come autocertificazione – si presenta al Comune, singolo o associato in ambito territoriale. La verifica dei requisiti si effettua in due fasi successive:

1) il Comune, entro 15 giorni lavorativi dalla presentazione, verifica preliminarmente i requisiti di residenza, soggiorno nonché, in caso di presenza nel nucleo di donna in stato di gravidanza accertata, che la domanda sia stata presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto;

2) successivamente l’Inps, nei 5 giorni lavorativi seguenti alla trasmissione della domanda da parte del Comune, verifica i requisiti familiari ed economici.

La carta ReI viene emessa da Poste Italiane S.p.a. – Servizio Banco Posta al termine della verifica positiva dei requisiti da parte dell’Inps. Sarà il concessionario a inviare al beneficiario apposita comunicazione, tramite lettera, di avvenuta emissione della Carta ReI. L’interessato dovrà in seguito recarsi presso uno degli Uffici Postali abilitati a rilasciare la Carta ReI, presentando il proprio documento di identità. Prima di poter utilizzare la Carta ReI il titolare dovrà attendere la ricezione del PIN che verrà inviato in busta chiusa, presso l’indirizzo di domicilio indicato in domanda.

Precisazione importante riguarda il possesso di eventuali trattamenti di sostegno per l’inclusione attiva (Sia), assegno di disoccupazione (ASdI) o carta acquisti: i relativi importi percepiti nell’anno di riferimento della dichiarazione sostitutiva unica Dsu (2015 se la domanda viene presentata entro il corrente mese di dicembre) verranno sottratti ai fini della verifica del requisito.

Incompatibilità

Il ReI è incompatibile con la fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo, di qualsiasi indennità per disoccupazione involontaria. Eventuali trattamenti assistenziali già fruiti da componenti del nucleo familiare e non sottoposti alla prova dei mezzi sono sottratti. Il periodo massimo di erogazione è di 18 mesi. È, invece, compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, nel rispetto dei parametri relativi alla condizione del nucleo familiare del richiedente la prestazione. In caso di variazione della situazione lavorativa, i componenti il nucleo sono tenuti, a pena di decadenza dal beneficio, a comunicare all’Inps il reddito annuo previsto derivante da tale attività entro 30 giorni dall’inizio utilizzando il modello ReI-Com (allegato alla circolare Inps n. 172/2017 ).

Nel caso in cui vi siano dei beneficiari del sostegno di inclusione attiva (Sia) che presentino la domanda di ReI, possono verificarsi le seguenti situazioni:

a) domanda di ReI presentata dal 1° al 5° bimestre di percezione della Sia: in questo caso la Sia si trasforma in ReI, ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i mesi di Sia già goduti e l’importo riconosciuto è quello del beneficio maggiore tra Sia e ReI fino al raggiungimento della durata di 12 mesi; dal 13esimo mese in poi si corrisponde l’importo del ReI;

b) domanda di ReI presentata nel 6° bimestre SIA: in tal caso vi è continuità tra SIA e ReI, ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i 12 percepiti a titolo di SIA e l’importo corrisposto è quello del ReI;

c) domanda presentata dopo il 6° bimestre o comunque dopo il termine del SIA per decadenza: ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i mesi percepiti a titolo di Sia e l’importo erogato è quello del ReI.