Sicurezza sul lavoro: tutela delle lavoratrici madri

Il decreto legislativo 81/2008 innova profondamente l’approccio alla valutazione dei rischi legati alle differenze di genere. La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi i rischi da stress da lavoro correlato, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza e quelli connessi:

  • alle differenze di genere
  • età
  • alla provenienza dei paesi
  • alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

Le lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio sono soggette a particolare tutela della loro salute e sicurezza, in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 26/03/2001 n. 151: “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”. Tale decreto prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici, che hanno informato il datore di lavoro del proprio stato conformemente alle disposizioni vigenti

Nota Bene: Le misure di tutela si applicano anche alle lavoratrici che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento, fino al compimento dei sette mesi di età degli stessi.

La tutela si esplica con le seguenti modalità:

  1. a) Le lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio non possono essere adibite al trasporto e sollevamento di pesi né a lavori faticosi, pericolosi ed insalubri; tali lavori sono quelli riportati nell’allegato A del decreto legislativo 151/2001, integrati con quelli che comportano il rischio di esposizione agli agenti ed alle condizioni di lavoro indicati nell’allegato B del medesimo decreto. Inoltre non possono essere adibite al lavoro notturno (dalle ore 24.00 alle ore 6.00), dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Le lavoratrici devono essere addette ad altre mansioni per il periodo per il quale è previsto il divieto.
  2. b) Fatto salvo quanto indicato alla precedente lettera a), nell’ambito della valutazione effettuata ai sensi dell’articolo 17, comma 1 lettera a, del decreto legislativo 81/08, devono essere valutati anche i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici e in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, a processi o condizioni di lavoro, di cui all’allegato C del decreto legislativo 151/2001, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare. Se tale valutazione evidenzia un rischio per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, devono essere adottate le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata, modificandone temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro. Qualora la modifica delle condizioni o dell’orario di lavoro non sia possibile per motivi organizzativi o produttivi, la lavoratrice deve essere adibita ad altre mansioni, che ovviamente non devono esporre a rischi per la sicurezza e la salute; tale fatto deve essere comunicato al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Direzione Provinciale del Lavoro, competente per territorio (ex Ispettorato Provinciale del Lavoro).
  3. c) E’ previsto che la lavoratrice sia spostata ad altre mansioni anche nel caso in cui i servizi ispettivi del Ministero del lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, accertino che le condizioni di lavoro o ambientali siano pregiudizievoli alla salute della donna.
  4. d) Se non è possibile adottare le misure indicate in precedenza, il servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio può disporre l’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza.

Procedura per la le lavoratrici in gravidanza

→ La lavoratrice, non appena accertato lo stato di gravidanza, deve informare il Direttore/ Responsabile e il coordinatore e/o referente della Struttura cui è assegnata.

→ Il personale sanitario del comparto deve informare anche la Direzione infermieristica, tecnica e

riabilitativa aziendale (D.I.T.R.A.).

→ Lo stato di gravidanza deve essere documentato tramite certificato del ginecologo, da consegnare al Direttore/Responsabile o al coordinatore e/o referente della Struttura.

→ Il Direttore/Responsabile della Struttura cui è assegnata la lavoratrice, dopo avere effettuato la valutazione dei compiti assegnati alla stessa, comunicherà per iscritto alla lavoratrice le misure di tutela necessarie.

→ Qualora il Direttore/Responsabile ravvisi, nelle mansioni assegnate, compiti lavorativi incompatibili con lo stato di gravidanza, la lavoratrice dovrà attenersi alle disposizioni che prevedono l’eliminazione di tali compiti.

→ Se necessario per la tutela propria e del nascituro, alla lavoratrice potranno essere assegnate altre mansioni nell’ambito della Struttura di appartenenza o in un’altra Struttura.

→ Per alcuni rischi specifici, l’interdizione è prevista anche per il periodo di allattamento al seno e comunque fino a 7 mesi dopo la nascita del bambino; pertanto anche in questo periodo occorrerà astenersi dai compiti che, a giudizio del Direttore/Responsabile, possano costituire un rischio.

→ Alle lavoratrici che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento di età inferiore a 7 mesi si applicano le misure di tutela previste per il periodo dopo il parto, fino al compimento del settimo mese di età del bambino.

→ Se per motivi organizzativi e/o ambientali dovesse risultare impossibile un’idonea collocazione lavorativa, l’Azienda inoltrerà istanza al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro per l’interdizione dal lavoro, corredata dall’attestazione dell’impossibilità di idonea collocazione lavorativa.

→ La lavoratrice può inoltrare istanza al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro, per chiedere lo spostamento ad altre mansioni o l’astensione dal lavoro anche:

– quando ritenga che le condizioni di lavoro o ambientali siano pregiudizievoli alla sua salute;

– nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.

In caso di interruzione per qualsiasi motivo della gravidanza, la lavoratrice dovrà darne tempestiva comunicazione, anche verbale:

– al Direttore/Responsabile, al coordinatore e/o referente della Struttura cui è assegnata

– alla S.C. Gestione, formazione e sviluppo delle risorse umane

– alla Direzione infermieristica, tecnica e riabilitativa aziendale

 Procedura per la tutela delle lavoratrici in gravidanza e fino a 7 mesi di età del figlio

La procedura deve essere applicata dal Responsabile di Struttura, Servizio, Ufficio, o, in caso di assenza del titolare, dal suo sostituto. Il Responsabile, non appena abbia avuto notizia, sotto qualsiasi forma, dello stato di gravidanza, deve immediatamente mettere la lavoratrice in condizioni di tutela (allontanandola dai compiti lavorativi incompatibili) e contestualmente attivare quanto previsto dalla procedura .

 

Il compito lavorativo comporta Azioni da intraprendere Periodo di tutela
Esposizione a radiazioni ionizzanti Eliminare i compiti in “zone classificate” (zona controllata e zona sorvegliata)

 

Eliminare i compiti lavorativi che potrebbero esporre il nascituro ad una dose superiore a un millisivert durante la gravidanza

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio

 

 

Per attività comportanti un potenziale rischio di contaminazione: periodo di allattamento al seno

 

Esposizione a radiazioni non ionizzanti:

–       laser di classe 3b o 4

–       risonanza magnetica

 

Eliminare il compito lavorativo che richiede la presenza nei locali durante l’uso del laser

 

Eliminare il compito lavorativo che comporta esposizione

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio

Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio

Rischio biologico/infettivo

(per contatto con liquidi biologici o per via aerea, comprese le malattie esantematiche infantili)

Eliminare il compito lavorativo che comporta potenziale esposizione

Vedi nota 1

Per toxolasma e virus della rosalia: lavoratrici in gravidanza (a meno che sussista la prova che la lavoratrice è sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunazione
Utilizzo di sostanze o preparati etichettati come pericolosi e in particolare:

-tossici o molto tossici

-corrosivi

-esplosivi

-estremamente infiammabili

-nocivi

-irritanti

Eliminare il compito lavorativo che comporta rischio di esposizione, manipolazione di tali prodotti e dei loro contenitori Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Esposizione a gas anestetici Eliminare il compito che comporta esposizione Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Preparazione di farmaci Eliminare il compito che comporta esposizione Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Preparazione e/o somministrazione di farmaci antitumorali, medicamenti antimiotici o a base di mercurio o dei sui derivati Eliminare il compito operativo Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Rischio traumi (pazienti psichiatrici, ippoterapia) Eliminare il compito operativo

 

Degenze psichiatriche, CPS, Centri diurni, CRT, comunità protette o semi protette, comunità alloggio

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Prolungata esposizione a vibrazioni (guida automezzi, interventi con trasporto in elicottero) Eliminare il compito operativo

 

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Stazione eretta per oltre 4 ore giornaliere Modificare le condizioni di lavoro o l’orario di lavoro in modo da limitare il compito da svolgere in ortostatismo a non più di 4 ore Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Movimentazione manuale dei carichi o di pazienti Escludere compiti lavorativi che rechiedono:

-movimentazione manuale di pazienti

-movimentazione manuale di carichi

-operazioni di traino/spinta

 

(In caso di dubbi consultare il medico competente o il SPP)

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Lavoro in ambienti in sovrapressione (Camere imperbariche) Eliminare il compito operativo Gravidanza

Vedi nota 2

Lavoro in videoterminale per oltre 20 ore settimanali Modificare le condizioni di lavoro o l’orario di lavoro, in modo da consentire cambiamenti frequenti delle posture Gravidanza
Lavoro stressante, con pause fisse e predeterminate (centralino, prenotazioni, accettazioni, cassa) Organizzare il lavoro in modo da consentire di assentarsi a seconda delle necessità; se questo è impossibile assegnare ad altro compito lavorativo Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Turno notturno Escludere dal turno notturno Gravidanza e fino ad un anno di età del bambino
Altri potenziali rischi

Specificare

 

 

   

Nota 1. Relativamente al rischio biologico/infettivo, devono essere evitati:

  1. a) Lo svolgimento dell’attività lavorativa nelle aree sanitarie delle seguenti Strutture:
  • Malattie infettive
  • Pediatria (sezione infettivi)
  • Pronto Soccorso
  • laboratori di batteriologia/microbiologia
  • ambulatori in cui si eseguono broncoscopia, broncolavaggio, induzione dell’espettorato
  • blocchi operatori
  • altre attività con livello di rischio analogo a quello delle situazioni sopra evidenziate.
  1. b) I compiti lavorativi che possono comportare un rischio infortunistico (prelievi e/o attività con uso di aghi e taglienti; attività con rischio di schizzi di sangue o liquidi biologici; ecc.).
  2. c) Le attività che espongano ad un rischio per via aerea (TBC, malattie esantematiche dell’infanzia o altro agente infettante per via aerea) ragionevolmente superiore a quello della popolazione generale. Per quanto riguarda questo aspetto, a parte le situazioni di rischio conclamato (reparti infettivi o a maggior rischio infettivologico per situazioni particolari in corso; stanze con degenti sicuramente infetti o con sospetto di patologia trasmissibile per via aerea), possono essere trovate delle soluzioni che permettano la permanenza della lavoratrice nella sua normale attività, come ad esempio, l’uso di un facciale filtrante di protezione di tipo FFP2 (per cui, ad esempio, sarà possibile compiere attività di supporto al medico durante la visita, distribuire il vitto e/o terapie orali, ecc.)
  • domande che possono essere utilizzate come “filtro” per escludere il rischio biologico trasmissibile per via aerea nei pazienti che accedono alla Struttura (degenza, ambulatorio, day hospital)

1) Presenta, o ha presentato negli ultimi mesi, sintomi persistenti (per più di 2-3 settimane), quali: febbre, tosse, espettorato, sudorazione profusa, dimagrimento immotivato ?

2) Ha avuto contatti con malati di TBC o di altre malattie polmonari trasmissibili ?

3) Ha avuto recenti contatti con bambini (o adulti) malati di malattie esantematiche, quali: rosolia, morbillo, varicella, ecc.?

Nota 2. In caso di allattamento al seno, dovrà essere verificata col Medico competente l’eventuale incompatibilità dei compiti lavorativi.