Abitazione: Usufrutto

Con l’usufrutto si attribuisce ad un soggetto (cd. usufruttuario) il diritto di usare e godere del bene (ad es. un appartamento) da parte del proprietario (cd. nudo proprietario)

L’usufruttuario ha diritto di godere della cosa nel senso che egli può usare della cosa e farla fruttare, facendo propri i frutti sia naturali (le mele di un melo) che civili (il canone di locazione di un immobile, gli interessi su delle somme).

L’usufruttuario deve rispettare la destinazione economica della cosa, ossia egli non solo dovrà rispettare e conservare (anche mediante la necessaria manutenzione, ordinaria e straordinaria) la cosa stessa, ma anche non potrà mutarne il carattere e la natura dal punto di vista della sua utilità economica (per esempio, se ho un diritto di usufrutto su di un terreno agricolo, non potrò costruire un edificio)

oggetto di usufrutto sono tutte le cose mobili, immobili ma anche le c.d. universalità (il gregge, una biblioteca), così come i diritti su beni immateriali, quali il diritto d’autore o di inventore.

Il diritto di usufrutto può nascere in vari modi:

  • usufrutto stabilito per legge: è il caso dell’usufrutto legale a favore dei genitori sui beni dei figli, nel quale tuttavia i frutti percepiti devono essere destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione ed educazione dei figli;
  • usufrutto per volontà dell’uomo: è il caso più frequente, che si verifica quando una persona, proprietaria di un determinato bene mobile o immobile, mediante contratto o testamento attribuisce ad un’altra persona l’usufrutto su quel bene;
  • usufrutto per usucapione: l’acquisto dell’usufrutto mediante usucapione potrà avvenire in virtù del possesso continuato e non interrotto della cosa per il tempo previsto dalla legge che dovrà manifestarsi nell’attività corrispondente all’esercizio del diritto di usufrutto.

Quanto  può durare

La durata dell’usufrutto può essere stabilita per volontà (per esempio: con contratto)

  • non può mai oltrepassare la vita del suo titolare e quindi l’usufrutto si estinguerà in ogni caso con la morte
  • l’usufrutto si estingue per prescrizione ventennale, ovverosia per effetto del non uso del bene oggetto di usufrutto che duri per venti anni
  • l’usufrutto si estingue per la c.d. confusione, ovverosia per la riunione in capo alla stessa persona della proprietà e dell’usufrutto
  • l’usufrutto si estingue per il totale perimento della cosa su cui è costituito
  • l’usufrutto può anche cessare per l’abuso dell’usufruttuario: qualora l’usufruttuario alieni i beni o li deteriori o li lasci perire per mancanza di manutenzione ordinaria
  • l’usufrutto costituito a favore di una persona giuridica (un società, un’associazione, ecc.) non può per legge durare più di trent’anni.