Ingresso in Italia cittadini stranieri

Quanti stranieri possono entrare in Italia

L’ingresso dei cittadini stranieri nel territorio dello Stato italiano avviene in via di principio sulla base di una programmazione stabilita dal Governo con alcuni atti di natura politica.

Dunque se un cittadino straniero intende stabilirsi in Italia con un progetto migratorio di lunga durata lo può fare solo quando le politiche governative lo prevedono.

Ogni anno vengono emanati uno o più decreti governativi (c.d. decreto flussi) che fissano le quote di ingressi per lavoro subordinato, anche stagionale, e per lavoro autonomo relative ai cittadini stranieri residenti all’estero che intendono emigrare nel nostro Paese.

Il decreto flussi fissa di solito dei limiti quantitativi, stabilendo quanti sono complessivamente i cittadini che possono fare ingresso per motivi di lavoro, ma anche dei limiti qualitativi perché ripartisce le quote anche a seconda delle nazionalità o delle figure professionali dei lavoratori stranieri.

Ai fini di tale programmazione si deve tenere conto degli ingressi per ricongiungimento familiare e delle misure di protezione temporaneamente disposte, essendo entrambi considerati ingressi fuori quota.

I requisiti generali richiesti per l’ingresso regolare

I  requisiti e le condizioni generali per l’ingresso regolare dei cittadini stranieri nel territorio dello Stato sono:

  • possesso di un visto di ingresso o di  transito
  • passaggio ai valichi di frontiera autorizzati
  • disponibilità di mezzi finanziari sufficienti in relazione alla natura e alla durata del soggiorno previsto e alle spese di ritorno nel Paese di provenienza o di transito verso uno Stato terzo. Tale disponibilità può essere dimostrata non solo mediante esibizione di denaro contante ma anche di fideiussioni bancarie, di polizze fideiussorie assicurative o di documenti comprovanti fonti di reddito in Italia. Lo straniero inoltre deve indicare l’esistenza di un idoneo alloggio nel territorio nazionale
  • assenza di un giudizio di pericolosità per l’ordine pubblico, la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi dell’Unione Europea e assenza di una segnalazione ai fini della non ammissione.

Non è ammesso in Italia lo straniero che sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva (compresa quella adottata con patteggiamento) per i gravi reati previsti dall’art.380 c.p.p, commi 1 e 2, oppure quelli inerenti lo spaccio di stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione e di minori da impiegare in attività illecite o per i reati inerenti la contraffazione e la tutela dei marchi e dei diritti d’autore.

Non possono fare ingresso nel territorio dello Stato gli stranieri espulsi, salvo speciale autorizzazione del Ministero dell’Interno o decorso dei termini (che può essere da 3 a 5 anni ), gli stranieri che debbono essere espulsi dal territorio dello Stato e quelli segnalati ai fini del respingimento o della non ammissione per gravi motivi di ordine pubblico, di sicurezza nazionale e di tutela delle relazioni internazionali.

  • possesso di passaporto, o di altro documento di viaggio equivalente, in corso di validità, riconosciuto dal Governo italiano per l’attraversamento delle frontiere

I controlli e le conseguenze

L’accertamento dei requisiti precedentemente elencati deve essere effettuato:

  • prima dell’ingresso, in occasione del rilascio del visto
  • all’ingresso, in occasione dei controlli alla frontiera e può essere ripetuto anche in seguito ai fini della permanenza nel territorio.

La presenza di un requisito negativo o l’assenza di un requisito positivo richiesto comporta il respingimento dello straniero alla frontiera, anche qualora in possesso di regolare visto d’ingresso.

Alla frontiera

Alla frontiera italiana lo straniero viene sottoposto ai controlli doganali relativi alle merci e al denaro trasportati. Superati positivamente i controlli, l’autorità di frontiera timbra il passaporto con la data ed il luogo di transito. Si considera il timbro un atto dovuto che qualora sia omesso dall’autorità di frontiera deve essere richiesto perché prova la data di ingresso dello straniero nel territorio dello Stato.

Nei casi in cui lo straniero sia respinto e sia entrato con mezzi altrui, il vettore del mezzo di trasporto utilizzato per attraversare la frontiera è obbligato a ricondurre lo straniero nello Stato di provenienza o in quello dove è stato rilasciato il biglietto di viaggio.

Ai fini del rilascio del visto d’ingresso lo straniero oltre ad essere in possesso dei requisiti generali previsti ai fini dell’ingresso nel territorio, deve dimostrare quelle ulteriori condizioni che sono richieste che sono qui indicate.