Eccedenza di personale nel Pubblico Impiego

Il rilevamento dell’eccedenza . L’ art. 33 T.U. impone alle pubbliche amministrazioni che rilevino eccedenze di personale di informare preventivamente le organizzazioni sindacali rappresentative e di osservare le procedure dettate dall’ art. 4 , comma 1, e dall’ art. 5 commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223.

La disposizione trova applicazione quando l’eccedenza rilevata riguardi almeno dieci dipendenti. Il numero di dieci unità si intende raggiunto anche in caso di dichiarazione di eccedenza distinte nell’arco di un anno. In caso di eccedenze per un numero inferiore a dieci unità agli interessati si applicano le sole disposizioni previste per il collocamento in disponibilità, prescindendo da quelle relative alla procedura ad esso propedeutica.

La comunicazione di avvio . L’ art. 4 comma 2, della legge n. 223/1991, impone alle imprese che intendano esercitare la facoltà di avviare le procedure di mobilità di darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali costituite a norma dell’ art. 19 Statuto dei Lavoratori, nonché alle rispettive associazioni di categoria; in mancanza delle predette rappresentanze, la comunicazione deve essere effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

L’ art. 33, comma 3, T.U. versa tale disposizione nel settore pubblico stabilendo che la comunicazione preventiva viene fatta alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.

La comunicazione deve contenere l’indicazione:

dei motivi che determinano la situazione di eccedenza;

  • dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all’interno della medesima amministrazione;
  • del numero, della collocazione, delle qualifiche del personale eccedente;
  • del numero, della collocazione, delle qualifiche del personale abitualmente impiegato;
  • delle eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza;
  • dei tempi di attuazione delle proposte;
  • delle eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione delle proposte.

L’esame congiunto. Entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione di avvio della procedura, a richiesta delle organizzazioni sindacali, si procede all’esame delle cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e delle possibilità di diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte.

L’esame è diretto a verificare le possibilità di pervenire ad un accordo sulla ricollocazione, totale o parziale, del personale eccedente o nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni comprese nell’ambito della Provincia o in quello diverso determinato dai contratti collettivi nazionali.

Le organizzazioni sindacali che partecipano all’esame hanno diritto di ricevere, in relazione a quanto comunicato dall’amministrazione, le informazioni necessarie ad un utile confronto.

La procedura si conclude, decorsi quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di avvio, o con l’accordo o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizioni delle parti.

La fase eventuale. In caso di disaccordo, le organizzazioni sindacali possono richiedere che il confronto prosegua, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e gli enti pubblici nazionali, presso il Dipartimento della funzione pubblica, con l’assistenza dell’ARAN, e per le altre amministrazioni, presso le Regioni, secondo i criteri adottati per l’organizzazione del sistema regionale per l’impiego, ai sensi del D.Lgs. 23 dicembre 1997, n. 469.

La procedura si conclude in ogni caso entro sessanta giorni dalla comunicazione di avvio.

Il collocamento in disponibilità . Conclusa la procedura sindacale, l’amministrazione colloca in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione che, secondo gli accordi intervenuti in sede sindacale, ne avrebbe consentito la ricollocazione.

Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80% dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.

I periodi di godimento dell’indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. È riconosciuto altresì il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

La violazione dei criteri di scelta. In tema di eccedenze di personale e di mobilità collettiva tra amministrazioni pubbliche, nei casi di violazione dei criteri di scelta fissati dalla contrattazione collettiva o, in loro assenza, di quelli legali, nonché nei casi di mancato rispetto della prescritta procedura, il lavoratore pubblico non può fruire dell’apparato di tutela previsto nel rapporto di lavoro privato.

Il dipendente danneggiato dalle suddette violazioni ha tuttavia diritto al risarcimento dei danni (Cass. 24 maggio 2006, n. 12241), commisurato alla differenza tra l’indennità goduta durante il periodo di mobilità e il trattamento di cui avrebbe goduto se il suo rapporto lavorativo non fosse stato sospeso.

Gli accordi di mobilità . Possono essere conclusi nel corso dell’esame congiunto e devono contenere le indicazioni minime riportate nella tabella che segue.

Contenuti degli accordi di mobilità. Gli accordi di mobilità devono contenere le seguenti indicazioni minime:

  • amministrazioni riceventi ed i posti messi a disposizione dalle medesime
  • amministrazioni cedenti e le posizioni e profili professionali di personale eventualmente interessato alla mobilità in previsione della dichiarazione di eccedenza o già dichiarato in esubero
  • requisiti culturali e professionali richiesti al personale per l’assegnazione dei posti nelle amministrazioni riceventi
  • abilitazioni necessarie per legge richieste al personale per l’assegnazione dei posti nelle amministrazioni riceventi
  • eventuali discipline di appartenenza richieste al personale per l’assegnazione dei posti nelle amministrazioni riceventi
  • termine di scadenza del bando di mobilità
  • attività di riqualificazione ed addestramento professionale occorrenti
  • forme di pubblicità da dare all’accordo

Gli accordi di mobilità sono sottoscritti dai titolari del potere di rappresentanza di ciascuna amministrazione interessata, o loro delegati, e dalle organizzazioni sindacali e sono sottoposti al controllo preventivo dei competenti organi.

La mobilità è disposta nei confronti dei dipendenti a seguito di adesione scritta degli stessi, da inviare entro quindici giorni dalla data di pubblicazione del bando di mobilità all’amministrazione di appartenenza ed a quella di destinazione, unitamente al proprio curriculum.

Il dipendente è trasferito entro il quindicesimo giorno successivo, purché in possesso dei requisiti richiesti. In caso di più domande la scelta avviene mediante compilazione di graduatorie sulla base dell’anzianità di servizio complessiva nella posizione di appartenenza nonché della situazione personale e familiare e della residenza anagrafica; per i dipendenti di livello superiore, l’amministrazione di destinazione opera le proprie scelte motivate sulla base di una valutazione comparata del curriculum professionale e di anzianità di servizio presentato da ciascun candidato in relazione al posto da ricoprire.

Il rapporto di lavoro continua, senza interruzioni, con l’amministrazione di destinazione e al dipendente sono garantite la continuità della posizione pensionistica e previdenziale nonché la posizione retributiva maturata.

Ove si tratti di profili dichiarati in esubero, la mobilità del dipendente può riguardare anche posti di profilo professionale diverso da quello di appartenenza, ma dello stesso livello retributivo, di cui il dipendente possieda i requisiti previsti per l’accesso mediante concorso ovvero posti di posizione funzionale inferiore. Dal momento del nuovo inquadramento il dipendente segue la dinamica retributiva della nuova posizione senza riassorbimento del trattamento economico in godimento, ove superiore.

Le nuove assunzioni . L’ art. 34 bis T.U. , aggiunto dall’ art. 7 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 , fa carico alle amministrazioni pubbliche, con esclusione di quelle non interessate alla contrattualizzazione dei rapporti di lavoro, ivi compreso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, prima di avviare le procedure di assunzione di personale, di comunicare alle organizzazioni sindacali destinatarie delle comunicazioni di avvio delle procedure di mobilità, l’area, il livello e la sede di destinazione per i quali si intende bandire il concorso nonché, se necessario, le funzioni e le eventuali specifiche idoneità richieste.

Il Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero dell’economia e le strutture regionali e provinciali competenti, provvedono, entro quindici giorni dalla comunicazione, ad assegnare il personale collocato in disponibilità, ovvero interessato ai processi di mobilità previsti dalle leggi e dai contratti collettivi.

Le strutture regionali e provinciali, accertata l’assenza negli appositi elenchi di personale da assegnare alle amministrazioni che intendono bandire il concorso, comunicano tempestivamente al Dipartimento della funzione pubblica, le informazioni inviate dalle stesse amministrazioni. Entro quindici giorni dal ricevimento della predetta comunicazione, il Dipartimento, di concerto con il Ministero dell’economia, provvede ad assegnare alle amministrazioni che intendono bandire il concorso il personale inserito nell’elenco del personale in disponibilità, nonché collocato in disponibilità in forza di specifiche disposizioni normative.

Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla comunicazione iniziale, possono procedere all’avvio della procedura concorsuale per le posizioni per le quali non sia intervenuta l’assegnazione di personale in disponibilità. Le assunzioni effettuate in violazione di questa norma sono nulle di diritto, secondo quanto stabilito dall’ art. 34 bis, comma 5, T.U.