Aspettativa per la formazione

Questa aspettativa, da non confondersi con i permessi studio, è prevista direttamente dalla legge (art. 5 della L. n. 53/2000), la quale stabilisce che i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, che abbiano almeno cinque anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione, possono richiedere una aspettativa per la formazione per un periodo non superiore ad undici mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Per formazione si intende quella finalizzata al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea o alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle proposte o finanziate dal datore di lavoro.

Si tratta di un’aspettativa non retribuita, quindi durante questo periodo il dipendente conserva il posto di lavoro ma non ha diritto alla retribuzione.

Tale periodo non è computabile nell’anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi o aspettative.

Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta di aspettativa per la formazione ovvero può differirne l’accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative.

I contratti collettivi dei singoli comparti possono prevedere le modalità di fruizione dell’aspettativa (anche individuando le percentuali massime dei lavoratori che possono avvalersene), disciplinare le ipotesi di differimento o di diniego all’esercizio di tale facoltà ecc.

SI FA RINVIO AI SINGOLI CCNL PER L’EVENTUALE REGOLAMENTAZIONE