Infortunio sul lavoro: diritti dei lavoratori

Conservazione del posto di lavoro. Al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore la conservazione del posto di lavoro per il tempo previsto dai CCNL (periodo di comporto), sempre che non si tratti di eventi ascrivibili a colpa del datore di lavoro.

Se l’infermità è causata da nocività o dall’ambiente di lavoro o da comportamenti di cui il datore di lavoro è responsabile, il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore per il superamento del periodo di comporto. Mentre può recedere il rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo vale a dire per sopravvenuta impossibilità della prestazione, previo obbligo di ricercare altre mansioni compatibili con lo stato di salute del lavoratore.

Retribuzione. Durante l’assenza il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore il trattamento economico integrativo dell’indennità INAIL nella misura stabilita dalla legge e dai CCNL.

I CCNL. Il periodo di conservazione del posto di lavoro, la retribuzione spettante e l’eventuale anticipo da parte del datore di lavoro dell’indennità a carico dell’INAIL, è regolato dai CCNL a cui si fa rinvio.

Fasce orarie di reperibilità dipendenti pubblici.  A seguito del DM del 17 ottobre 2017 n. 206, il lavoratore dipendete con un rapporto di lavoro pubblico, assente dal lavoro per infortunio o malattia professionale,  è obbligato al rispetto della fasce orarie di reperibilità previste per le assenze per malattia (tutti i giorni 9/13-15/18).

Fasce orarie di reperibilità dipendenti privati. In via generale anche il lavoratore dipendete di settori privati non soggetto all’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie previste per le assenze per malattia (tutti i giorni 10/12-15/18).

Su questo punto la giurisprudenza purtroppo non è uniforme, infatti alcune sentenze della Cassazione (5414/1998, 1452/1999, 1247/2002) avevano espressamente affermato che diversamente dal dipendente assente per malattia, il lavoratore non presente sul lavoro a causa di un infortunio non ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie previste per le di visite di controllo medico.

Sempre la Cassazione nel 2002 con una nuova sentenza della Cassazione la n. 15773  dichiarava legittimi i provvedimenti disciplinari comminati ad un lavoratore assente per infortunio sul lavoro, risultato irreperibile alle visite di controllo, disposte dal datore di lavoro.

Le motivazioni addotte da quest’ultima sentenza non sono condivisibili perché giustificano un atto illegittimo che non tiene conto della diversità del concetto di inabilità per malattia e per infortunio in virtù della quale la normativa in materia di controlli differisce totalmente.

Il Testo Unico 1124/65 definisce infatti l’infortunio come un evento “…da cui derivi una inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di tre giorni…” mentre l’assenza per malattia è riferita ad una generica “incapacità temporanea al lavoro”.

Le distinzioni in questo caso sono palesi. L’inabilità assoluta è una condizione che implica uno status diverso rispetto all’incapacità lavorativa tanto è vero che è diverso anche lo stesso Ente preposto ad accertarne l’indennizzabilità e la durata (l’INAIL). Nel caso della malattia generica  infatti essa viene certificata dal medico di famiglia (Servizio Sanitario nazionale) e successivamente indennizzata dall’INPS.

Ma ancor più paradossale è, a nostro avviso, la situazione del lavoratore che “si deve rendere disponibile per l’accertamento del suo stato di salute”, accettando inutili controlli da parte del datore di lavoro ovvero di colui che, nella maggior parte dei casi, ne ha determinato, con comportamenti omissivi e/o negligenti, l’infortunio stesso.

Ne consegue, che in caso di provvedimenti disciplinari ovvero di riduzione della parte economica a carico del datore di lavoro, è opportuno recarsi agli uffici vertenze della CGIL.

Trasmissione del certificato. A decorrere dal 22 marzo 2016 ogni certificato di infortunio o di malattia professionale deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua applicazione.

Registro infortuni. Dal 1à dicembre 2015 è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.

Vedi anche: GUIDA AGLI INFORTUNI SUL LAVORO, ALLE MALATTIE PROFESSIONALI E ALLA TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO