Part-Time: clausole elastiche e flessibili

La legge 92/2012 prevede che i CCNL possono stabilire le condizioni e le modalità affinché il lavoratore possa essere nella condizione di richiedere l’eliminazione della clausola flessibile o elastica.

La clausola flessibile è un accordo scritto stipulato tra le parti, con cui il datore di lavoro ottiene il potere di modificare, rispetto a quanto previsto nel contratto di lavoro, la collocazione temporale della prestazione lavorativa.

La clausola elastica è un accordo scritto stipulato tra le parti, che può essere previsto solo nel part time di tipo verticale o misto, con cui il datore di lavoro può invece aumentare, rispetto a quanto previsto nel contratto di lavoro, la durata della prestazione lavorativa. La clausola elastica determina un incremento definitivo della quantità della prestazione, a differenza dello straordinario o del supplementare ove si verifica solo un aumento temporaneo della stessa.

La facoltà di revocare il consenso alle clausole è comunque consentita nei seguenti casi:

  • convivenza con figli di età non superiore a 13 anni
  • presenza di patologie oncologiche che comportino una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita
  • patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore
  • convivenza con familiari portatori di handicap
  • lavoratori studenti

Con il Job Act. Con il Job Act (Decreto legislativo 81/2015) è stato stabilito che nel rispetto di quanto previsto dai CCNL, le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono pattuire, per iscritto, clausole elastiche relative alla variazione temporale della prestazione lavorativa ovvero relative alla variazione in aumento della durata, in tal caso la durata non può superare il 25% della normale prestazione.

Esempio,  part-time al 50% a 20 ore, quindi il datore di lavoro può richiedere al lavoratore delle ore di lavoro supplementare nel limite del 25% di 20 ore, quindi per sole 4 ore settimanali oltre le 20 ore, quindi per 24 ore settimanali massime.

Preavviso. Il lavoratore ha diritto ad un preavviso di 2 giorni lavorativi, fatte salve diverse intese tra le parti ivi comprese eventuali disposizioni diverse previste dai CCNL.

Maggiorazione. Lo svolgimento della prestazione supplementare, deve essere compensato con una maggiorazione della retribuzione oraria del 15%; fermo restando i CCNL possono prevedere una maggiorazione superiore.

Rifiuto del lavoratore. Il lavoratore può rifiutare lo svolgimento del lavoro supplementare, qualora giustificato da esigenze lavorative, familiari, di salute e di formazione professionale.

Tuttavia i CCNL  dei nostri comparti e settori (a cui non possiamo che rinviare) prevedono un limite massimo annuale di lavoro supplementare.