Anno sabbatico

L’anno sabbatico ha la durata di 11 mesi. E’ un periodo che i lavoratori possono sfruttare per “staccare la spina” dalla routine quotidiana, che spesso diventa pesante, utilizzandolo per approfondire le sue conoscenze professionali attraverso la frequenza di corsi di formazione o altre esperienze in diverse realtà produttive.
L’anno sabbatico si presta quindi come uno strumento adatto a coniugare vita professionale con quella privata che sicuramente ne trarrebbe benefici.
Possono chiedere l’anno sabbatico soltanto i lavoratori con almeno 5 anni di servizio. Questo tipo di congedo è comunque un periodo non retribuito, non cumulabile con l’anzianità di servizio, con le ferie, con la malattia e con le altre forme di congedo (esempio di maternità o paternità).
L’anno sabbatico non rientra neanche sotto la copertura previdenziale, ma il dipendente può chiedere un anticipo del trattamento di fine rapporto per sostenere le spese.
Se la sua domanda sarà accettata, l’anticipo sarà incluso nella busta paga dell’ultimo mese prima del periodo d’assenza.

FONTI DI RIFERIMENTO

  •  Legge 8 marzo 2000 n. 53

 Art. 5. 1. Ferme restando le vigenti disposizioni relative al diritto allo studio di cui all’articolo 10 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, che abbiano almeno cinque anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione, possono richiedere una sospensione del rapporto di lavoro per congedi per la formazione per un periodo non superiore ad undici mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa.
2. Per «congedo per la formazione» si intende quello finalizzato al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro.
3. Durante il periodo di congedo per la formazione il dipendente conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione. Tale periodo non è computabile nell’anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi. Una grave e documentata infermità, individuata sulla base dei criteri stabiliti dal medesimo decreto di cui all’articolo 4, comma 4, intervenuta durante il periodo di congedo, di cui sia data comunicazione scritta al datore di lavoro, dà luogo ad interruzione del congedo medesimo.
4. Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta di congedo per la formazione ovvero può differirne l’accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative. I contratti collettivi prevedono le modalità di fruizione del congedo stesso, individuano le percentuali massime dei lavoratori che possono avvalersene, disciplinano le ipotesi di differimento o di diniego all’esercizio di tale facoltà e fissano i termini del preavviso, che comunque non può essere inferiore a trenta giorni.
5. Il lavoratore può procedere al riscatto del periodo di cui al presente articolo, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria.