VOUCHER

La disciplina sulle prestazioni di lavoro occasionale (c.d. voucher) è stata introdotta dal D.L. 50/2017 con l’introduzione dell’art. 54 bis che ha sostituito la normativa sul lavoro accessorio prevista dal D.L. 25/2017.

I voucher consentono di retribuire le attività lavorative occasionali entro limiti stabiliti senza influire sullo stato di disoccupazione del lavoro, esenti da imposizione fiscale e validi per il rilascio del permesso di soggiorno.

I limiti di compensi annui non devono superare:

  • 000 euro, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • 000 euro, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • 500 euro, per prestazioni rese complessivamente da ogni prestatore in favore dello stesso utilizzatore.

Superare il limite di 2500 euro o una durata della prestazione superiore a 280 ore all’anno trasforma il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Per alcuni prestatori i limiti di reddito sono computati al 75%.

Si tratta: dei titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; dei giovani con meno di 25 anni di età (se regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario); delle persone disoccupate (ex articolo 19 del D.Lgs. 150/2015); dei percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Alle prestazioni di lavoro occasionale possono ricorrere le persone fisiche o altri utilizzatori.

Le persone fisiche utilizzando il Libretto di Famiglia, gli altri utilizzatori mediante uno specifico contratto di prestazione occasionale.

Il compenso minimo è pari a 9 euro ad eccezione per il settore agricolo dove si fa riferimento alla retribuzione oraria prevista dai contratti collettivi del settore.

È vietato l’utilizzo del contratto di prestazione occasionale:

  • per gli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato (elevato a 8 dal decreto dignita’ per le imprese nel settore turistico);
  • per le imprese dell’edilizia e di settori affini, per le imprese esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, per le imprese del settore miniere, cave e torbiere.
  • nell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • da parte di imprese del settore agricolo, salvo per specifici soggetti (pensionati, studenti, disoccupati, precettori di prestazioni integrative del salario), purché non iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Il prestatore ha diritto alla copertura previdenziale, assicurativa e infortunistica, ed ha l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS.

Possibilità di utilizzo dei voucher anche per la Pubblica Amministrazione

Le pubbliche amministrazioni possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale esclusivamente:

  • nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;
  • per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e/o associazioni di volontariato;
  • per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli

Nel settore agricolo le prestazioni occasionali sono ammesse unicamente per le seguenti categorie di lavoratori e a condizione che non risultino iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli:

1) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;

2) giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;

3) persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del Dlgs n. 150/2015;

4) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (Rei o Sia, che costituisce la prestazione di sostegno all’inclusione attualmente vigente e destinata ad essere sostituita dal Rei), ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

 

Il compenso minimo orario deve essere pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Gli importi: area 1: 7,57 euro; area 2: 6,94 euro; area 3: 6,52 euro.

Compensi per il lavoro occasionale e indennità di disoccupazione

Non è possibile cumulare questi compensi con eventuali prestazioni percepite (Naspi, Cig ecc.) ma che siano comunque compatibili.

Durata. Le prestazioni occasionali sono sottoposte ad un vincolo di durata: massimo 280 ore in anno civile.

Nel settore agricolo, il limite di durata è pari al rapporto tra il limite di importo di 2.500 euro e retribuzione prevista dal CCNL.

In caso di superamento il rapporto si trasforma a tempo indeterminato (con esclusione dei rapporti di lavoro pubblici).